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SANITA', LIORI REPLICA A GUMIRATO: "STIAMO RIMEDIANDO A GESTIONI CON DISAVANZI RECORD"

Cagliari, 7 mar 2010 (CHB)  - "Se l'ex manager è certo di aver agito in perfetta legalità, non vedo alcun valido motivo di tanta agitazione, che lo porta ad occuparsi ancora della sanità sarda. Tempo perso, visti sopratutto i suoi onerosi impegni''. E' quanto sottolinea l'assessore regionale della Sanità, Antonello Liori, che fa alcune precisazioni in merito alle critiche di Gino Gumirato alla politica sanitaria della nuova amministrazione regionale e all'ipotesi di una rimozione di un gruppo di dirigenti e primari dell'Azienda sanitaria a tempo determinato nominati durante il suo mandato.

"La legge regionale n. 3 del 2009 ha dato l'avvio al processo di riforma della Sanità sarda che istituisce, attraverso l'accorpamento di alcuni presidi, nuove Aziende ospedaliere e un'unica Area vasta amministrativa, che consentirà rilevanti economie di scala - spiega l'esponente della Giunta - . Il provvedimento non è stato predisposto - come maliziosamente, ed a torto, insinua l'ex manager della ASL 8 - allo scopo di rimuovere i precedenti Direttori generali, ma per porre rimedio ad una gestione che ha prodotto 187 milioni di euro di disavanzo per il 2008 e tra i 240 e i 260 milioni per il 2009".

"Per quel che riguarda, invece, i contratti di assunzione di dirigenti con le modalità previste dall'art 15 septies del Dlgs 229/99, la Direzione generale dell'assessorato dellla Sanità, diversi mesi orsono, aveva inviato, su precisa disposizione del Consiglio regionale, una nota ai Direttori generali delle Aziende invitandoli a verificare se le procedure con le quali gli oltre cinquanta dirigenti (circa la metà nella ASL 8; quindici a dicembre 2008) fossero rispettose delle norme vigenti in materia di assunzione del personale. In carenza li invitava ad annullare i contratti. Se l'ex manager è certo di aver agito in perfetta legalità - conclude l'assessore della Sanità - non vedo alcun valido motivo di tanta agitazione, che lo porta ad occuparsi ancora della sanità sarda. Tempo perso, visti sopratutto i suoi onerosi impegni''. (chartabianca 13:14)