‘'Come e' noto - scrivono Chiamparino e Ruffino - la condizione strutturale degli edifici scolastici, si presenta in maniera differenziata sul territorio nazionale e risulta, quanto mai necessario, procedere rapidamente all'assegnazione dei fondi CIPE, per consentire intanto a molti Comuni di effettuare gli interventi urgenti evidenziati dall'ultima rilevazione compiuta a seguito del drammatico episodio di Rivoli''.
Dopo aver fatto presente che, lo scorso 31 dicembre e' scaduto il termine per il completamento da parte degli enti proprietari delle opere di messa in sicurezza e adeguamento degli edifici scolastici, i rappresentanti dell'ANCI segnalano che ‘'in molti Comuni, i forti limiti imposti dal Patto di stabilita' e l'insufficienza delle risorse a disposizione, ne hanno impedito il completamento. Altri Comuni, pur avendo completato i lavori, si trovano nella situazione di dover nuovamente intervenire in edifici gia' posti in sicurezza, a causa delle riclassificazioni sismiche intervenute successivamente o per adeguare le strutture in base alle norme che continuano a succedersi negli anni''. ‘'Per permettere la realizzazione di quanto sopra - aggiungono - e' anche opportuno procedere all'esclusione dal patto di stabilita', almeno per i prossimi due anni, delle opere di edilizia scolastica, anche a seguito dell'odg approvato alla Camera nell'ambito delle votazioni sul D.L. n.2/10 enti locali. Tale provvedimento, dovra' essere accompagnato dalla programmazione di un piano finanziario pluriennale che garantisca uno stanziamento adeguato di risorse e di regolarita' nella loro erogazione''. ‘'Solo con risorse economiche certe - concludono Chiamparino e Ruffino - sara' possibile permettere, a chi e' gia' in regola con le normative, di investire nella manutenzione delle strutture gia' esistenti, nell'ampliamento e la costruzione di nuovi edifici e completare i lavori di adeguamento e messa a norma''. (chartabianca, 18:35)