Parodia pornografica e blasfema di un noto bestseller, "Va' dove ti porta il clito" fu a suo tempo oggetto di una querelle giudiziaria che si risolse a favore di Luttazzi, dalla cui parte si schierarono anche nomi importanti della critica letteraria come la compianta Maria Corti, Guido Almansi, Patrizia Violi, Alberto Bertone e Omar Calabrese. Tre lustri dopo, il monologo torna sulle scene debitamente aggiornato ma con tutta la carica dissacratoria e la comicità corrosiva che valsero a Luttazzi il plauso della critica, il successo di pubblico e il Premio di satira politica "Forte dei Marmi" nel 1996.
Sulle scene da ormai oltre vent'anni, Daniele Luttazzi (al secolo Daniele Fabbri, romagnolo di Santarcangelo, classe 1961) ha consegnato la sua satira abrasiva a una lunga serie di monologhi di successo ("Non qui, Barbara, nessuno sta guardando", "Chi ha paura di Daniele Luttazzi", "Adenoidi", "Tabloid", "Bollito misto con mostarda", "Come uccidere causando inutili sofferenze" "Barracuda", "Sesso con Luttazzi", "Decameron" e, appunto, "Va' dove ti porta il clito") e alle pagine di una quindicina di bestseller ("101 cose da evitare a un funerale", "Locuste: come le formiche, solo più cattive", "Adenoidi", "Sesso con Luttazzi", "Và dove ti porta il clito", "Teatro" "C.R.A.M.P.O. ", "Tabloid", "Cosmico!", "Barracuda", "Satyricon", "Benvenuti in Italia", "Capolavori", "La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l'acne", "Bollito misto con mostarda", "I giardini dell'epistassi", "Lepidezze postribolari"). Meno copiosa ma più complicata, come è noto, la sua attività in televisione che conta programmi come "Magazine 3", "Mai dire gol", "Barracuda", il discussissimo "Satyricon", nel mirino dell'"editto bulgaro", e il "Decameron", sospeso alla quinta puntata nel dicembre del 2007. Bandito dal piccolo schermo, Daniele Luttazzi si prende però le sue belle rivincite in teatro, come questo sabato a Cagliari, sbancando i botteghini. (chartabianca 09:18)