"Il Ministero dovrà valutare se mantenere o meno l'uso militare dei beni di cui ha ancora la disponibilità nel territorio sardo. Per quei beni che non sono più utili alla difesa del territorio nazionale dovranno trovare applicazione - ribadisce l'esponente della Giunta - le norme previste dallo Statuto mediante le opportune intese tra Stato e Regione. Si è aperta una trattativa con il Ministero della Difesa di cui è alquanto prematuro prefigurarne gli sviluppi. Quello che è certo è che il Ministero della Difesa non può e non vuole - per le assicurazioni fornite dal sottosegretario Cossiga - avviare iniziative di valorizzazione per beni militari dismessi o per i quali sia prevista la cessazione dall'uso militare''.
"La Regione è impegnata nella rivendicazione di tutti quei beni che non sono direttamente e immediatamente utilizzabili a fini di difesa della nazione, per cui rivendicherà ogni area o manufatto che non sia specificatamente destinato alla difesa ancorché posta a servizio di altre aree od opere militari. L'on. Pili può stare sicuro - conclude Asunis - che la Regione saprà sempre tutelare i suoi diritti a favore dello sviluppo del popolo sardo e non saranno certo queste polemiche artatamente sollevate per scopi che ci sfuggono, a far cambiare strada all'Amministrazione regionale". (chartabianca, 08:24)