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LAVORO, L'ALCOA E' SALVA: ECCO COSA PREVEDE L'ACCORDO

Roma, 18 mag 2010 (CHB) - Nessun esubero e un piano triennale di investimenti per oltre 94 milioni di euro. Con questi impegni la complessa e difficile vicenda dell'ALCOA è così giunta positivamente al suo epilogo dopo l'intesa attività del tavolo tecnico istituito alla Presidenza del Consiglio e che ha visto impegnati direttamente il sottosegretario Gianni Letta, con i ministri del Lavoro e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, e della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, e con il tavolo operativo al Ministero dello Sviluppo Economico. Al termine di una lunga riunione al dicastero di via Veneto, presieduta dal capo di gabinetto Luigi Mastrobuono, nel corso della notte è stato raggiunto l'accordo sul piano industriale per i due stabilimenti di Portovesme (Cagliari) e Fusina (Venezia), che prevede garanzie aziendali sul fronte occupazionale (a fronte delle 693 procedure di cassa integrazione avviate nel novembre scorso), senza determinare esuberi, ma anche l'impegno ad effettuare investimenti per 94,6 milioni di euro nel triennio. L'intesa è stata sottoscritta oltre che dall'azienda anche da tutte le rappresentanze sindacali.

In particolare, l'ALCOA ha confermato la volontà di rimanere in Italia (dove ha complessivamente 1.150 dipendenti ed è presente anche nel sito industriale di Modena) e si è impegnata a dare seguito ad un piano di investimenti programmati così ripartito:

- stabilimento di Portovesme: 60 milioni di euro complessivi, di cui 40 milioni di euro per migliorare l'affidabilità degli impianti e recuperare piena capacità produttiva e circa 20 milioni per la ricostruzione routinaria delle celle di elettrolisi;

- stabilimento di Fusina: 34,6 milioni complessivi, di cui 25 milioni di euro per le aree fonderia, laminazione a caldo, laminazione a freddo e finitura, ed altri 9,6 milioni di euro per la manutenzione

Con la firma dell'accordo, si avviano le procedure per la sospensione temporanea della produzione di alluminio primario a Fusina. Il piano industriale prevede la fermata temporanea dello "smelter" per porlo in condizioni di sicurezza e per la manutenzione al fine di consentirne il riavvio. Per quanto riguarda l'esodo volontario di personale dello stabilimento di Fusina, esso avverrà meditante la mobilità e l'accompagnamento alla pensione.

Azienda e organizzazioni sindacali si sono inoltre impegnate a garantire la priorità di inserimento nei successivi programmi di assunzione dei lavoratori che attualmente hanno contratti in somministrazione. L'accordo raggiunto prevede incontri annuali tra le parti per la verifica delle questioni nazionali e semestrali per quelle locali, mentre il ministero delle Sviluppo Economico si è impegnato a monitorare l'attuazione del piano industriale e ad operare, in accordo con gli interessati, per favorire il consolidamento in Italia delle attività produttive dell'ALCOA. (chartabianca, 19:29)