Venerdì 30 gennaio 2026 - 20:33

MANOVRA, REGIONI AL GOVERNO: 'CONFRONTIAMOCI SUI TAGLI'

Roma, 1 lug 2010 (CHB) - La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta da Vasco Errani, ha approvato oggi all'unanimità un Ordine del Giorno in relazione alla Manovra Economica attualmente in discussione in Senato. Ecco il testo integrale del documento:

Ordine del Giorno approvato all'unanimità dalle Regioni e dalle Province autonome

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, riunita per valutare la situazione di empasse in cui si trova il confronto Governo-Autonomie territoriali sulla manovra finanziaria 2011-2013,

Ribadisce

i contenuti del documento siglato unitariamente con ANCI, UPI ed UNCEM

Chiede

con forza che si apra un confronto vero e nel merito sulla dimensione dei tagli che la manovra scarica sulle Regioni, azzerando i trasferimenti che dovrebbero essere la base del federalismo fiscale per le Regioni

Ritiene

che i tentativi di soluzione del problema individuati in sede parlamentare risultano assolutamente inefficaci, tecnicamente sbagliati e sostanzialmente peggiorativi

Sottolinea

che la relazione sul federalismo fiscale esprime alcuni giudizi sui governi territoriali che le Regioni non condividono e contiene incongruenze rispetto alla Legge 42/2009, pertanto urge un confronto finalmente di merito

Ritiene

non accettabile che l'attuazione della legge n. 42/2009 sull'autonomia fiscale avvenga in tempi diversi per Enti locali e Regioni perché questo rischia di creare un sistema non equilibrato e ultimamente più oneroso per i cittadini

Ribadisce

la piena disponibilità a contribuire alla riduzione complessiva della spesa pubblica e alla sua qualificazione attraverso una significativa compressione della spesa improduttiva a favore di quella per servizi ed investimenti considerando anche sull'aspetto normativo le specifiche condizioni di alcune Regioni con riferimento ai Piani di rientro

invita

tutti i responsabili dei diversi livelli istituzionali ad evitare che il confronto anche aspro fra diverse valutazioni scivoli in una qualunquistica delegittimazione, che rischia di avere come esito la crescita nell'opinione pubblica di un discredito complessivo verso le istituzioni pubbliche. (chartabianca 15:08)