Cagliari, 26 lug 2010 (CHB) - A soli 30 anni il canadese Michael J. Fox era già un famoso attore. Arrivò al grande successo negli Stati Uniti con varie parti in Tv e poi con il ruolo da protagonista nella fortunata trilogia cinematografica "Ritorno al futuro", del regista Robert Zemeckis. Una brillante carriera interrotta prestissimo dal morbo di Parkinson, la malattia debilitante con la quale riesce a convivere con grande ottimismo e contro cui è impegnato in una battaglia incessante che lo ha portato ad istituire la Michael J Fox Foundation (MJFF). Si tratta della più importante fondazione privata nel mondo per gli studi sulla malattia di Parkinson: dal 2000 seleziona e supporta finanziariamente progetti di ricerca finalizzati alla scoperta di cure innovative. In dieci anni il totale degli investimenti in studi scientifici internazionali ha ormai superato i 196 milioni di dollari.
Nel 2010, nell'ambito del bando "Target validation program" la MJFF sta finanziando 8 progetti di università e centri di ricerca di varie nazioni. Uno di questi è diretto dalla dottoressa Anna R. Carta, ricercatrice del Dipartimento di Tossicologia dell'Università di Cagliari (facoltà di Farmacia), con la collaborazione del collega Andrea Giuffrida, scienziato siciliano che da anni lavora in Texas, quale Associate Professor della S. Antonio University.
IL PROGETTO PREMIATO. Si tratta di un progetto biennale, finanziato per 240.000 $ (120mila al Dipartimento cagliaritano di Tossicologia e altrettanti all'università texana), della durata di due anni, finalizzato alla caratterizzazione di un nuovo target molecolare che, se manipolato farmacologicamente, potrebbe essere in grado di contrastare le cosiddette "discinesie", movimenti involontari estremamente invalidanti che insorgono nei pazienti parkinsoniani in terapia farmacologica. Punto forte del progetto è l'utilizzo di un farmaco, il rosiglitazone, che stimola selettivamente i recettori nucleari PPAR-gamma. Il rosiglitazone è il componente principale di un noto farmaco antidiabetico, l'Avandia. La scoperta che questo farmaco è efficace nell'alleviare le discinesie in un modello preclinico di malattia di Parkinson, permetterebbe il trasferimento rapido alla sperimentazione clinica sui pazienti, in quanto si tratta di un farmaco già approvato dalle agenzie per i farmaci (EMEA europea e FDA americana).
LA MALATTIA DI PARKINSON. Con una incidenza dell'1% nella popolazione al di sopra dei 60 anni, rappresenta la malattia neurologica degenerativa più diffusa. I sintomi della malattia, tremore, acinesia e rigidità muscolare, si manifestano quando almeno il 60% dei neuroni dopaminergici della sostanza nera, l'area del cervello colpita dalla malattia, sono ormai degenerati. Le terapie in uso sono quindi sintomatiche, mirate a contrastare i sintomi motori. Il farmaco più efficace, e tuttora insostituibile, è la Levodopa. Tuttavia dopo alcuni anni di terapia con Levodopa, i pazienti presentano complicanza motorie, di cui le più gravi sono le discinesie, movimenti involontari talvolta molto violenti, che possono rappresentare un serio ostacolo per una vita normale del malato. La scoperta di farmaci mirati ad alleviare le discinesie rappresenta perciò uno degli obiettivi principali della ricerca sul Parkinson.
ANNA ROSA CARTA. Nata a Cagliari 41 anni fa, è ricercatrice confermata nel Dipartimento di Tossicologia dell'Università di Cagliari. Dopo la laurea in Farmacia e la specializzazione in Tossicologia a Cagliari, ha svolto attività di ricerca per 4 anni al National Institute of Health di Bethesda (Maryland, Usa), dove ha cominciato a studiare i meccanismi molecolari delle discinesie. Negli ultimi anni la dott.ssa Carta ha condotto studi mirati alla manipolazione della proteina recettoriale PPAR-gamma, come target per la cura della malattia di Parkinson. In uno studio pubblicato sulla rivista internazionale European Journal of Neuroscience, ha dimostrato tra l'altro che il farmaco rosiglitazone, che agisce stimolando questi recettori, è in grado di arrestare la neurodegenerazione in un modello di Parkinson sperimentale. La dimostrazione, in questo progetto, che il rosiglitazone possiede anche attività antidiscinetica, rappresenterebbe una scoperta estremamente interessante, perché sarebbe il primo farmaco antiparkinson con una doppia attività farmacologica: sintomatica e neuroprotettiva. La dott.ssa Carta è membro del Centro di Eccellenza per lo studio delle tossicodipendenze, i suoi studi sono già stati premiati in passato dalla Società Italiana di Neuroscienze e dalla Lega Italiana per il Parkinson (LIMPE). (chartabianca 12:54)