A Cagliari Marco Cappelli si presenta con un programma che ruota intorno al suo "Extreme Guitar Project": un collaudatissimo progetto solistico inaugurato sette anni fa (e poi consegnato alle tracce dell'omonimo cd, nel 2006), basato sui brani appositamente scritti per lui da dieci, diversi protagonisti della scena "downtown" di New York, la città dove vive per la maggior parte del tempo. In scaletta, dunque, pezzi di Marc Ribot ("And so I went to Pittsburgh ), Ikue Mori ("Bird Chant"), Elliott Sharp ("Amygdala"), Anthony Coleman ("The Buzzing in My Head"), Otomo Yoshihide ("Pi - Anode"), David Shea, nomi di spicco di quel movimento d'avanguardia in cui convivono artisti provenienti da ambiti differenti, dalla musica colta come dal jazz e dalla sperimentazione rock, ma legati dalla comune cifra di un linguaggio musicale che non conosce compartimentazioni in categorie e generi. Oltre ai brani tratti dall'"Extreme Guitar Project", completano il programma del concerto tre studi da "The book of heads" composti nel 1978 da un altro grande esponente della "downtown scene", John Zorn, e un classico del minimalismo: "Electric Counterpoint", scritto nel 1987 da Steve Reich per Pat Metheny. (chartabianca, 16:35)