Venerdì 30 gennaio 2026 - 20:07

CONSORZIO PER IL GOLF SARDO: UN INVESTIMENTO DA 2 MILIARDI

Sassari, 17 nov 2010 (CHB) - Nuova iniziativa della Confindustria del Nord Sardegna, che il 15 novembre a Sassari ha promosso la costituzione del CONSORZIO GOLF SARDEGNA. Il nuovo organismo associativo, che gode anche del sostegno della delegazione sarda della Federazione Italiana Golf, è per ora composto da cinque gruppi aziendali, tra imprese in piena attività (i golf club del Pevero e di Chia Laguna) e imprese con progetti immediatamente cantierabili (Porto Conte, Alghero e Palau). Nei prossimi giorni verrà inoltre formalizzata l'adesione di non meno di altri 8-10 gruppi aziendali, all'80% in possesso di nuovi progetti da realizzare nelle diverse province dell'isola, contribuendo così a formare un vero e proprio network di campi da golf in grado di competere con le migliori realtà nazionali ed europee del settore.

Seguendo l'esempio di numerosi paesi europei, anche l'Italia sta finalmente mostrando un interesse concreto allo sviluppo di questa disciplina, importante non solo dal punto di vista sportivo ma soprattutto per la straordinaria influenza economica che il comparto genera nell'indotto locale, con rapporti misurabili in 1 a 5 tra gli addetti diretti e quelli indiretti, senza trascurare gli effetti che lo collegano, e ne completano la filiera, con i settori dei turismi e dei trasporti.

Il Consorzio Golf Sardegna sarà guidato dal neo presidente Stefano Poddighe e, una volta definita l'intera compagine societaria, potrà contare su numeri di tutto rispetto:
-20-22 nuovi campi quasi tutti da 18 buche;
-investimenti per non meno di 2.000 milioni di euro interamente privati;
-3.500-4.000 occupati in cantiere;
-1.800 nuovi addetti fissi;
-oltre 6.000-6.500 occupati nell'indotto, secondo le stime più prudenti.

Tra le iniziative più immediate vi è il confronto già avviato con l'amministrazione regionale (Giunta, Commissioni competenti e Aula consiliare), per la rapida approvazione della legge per il golf in Sardegna, strumento indispensabile per regolamentare il settore, recependo le norme già definite in sede comunitaria e nazionale. Con la nuova legge regionale verrebbe così colmato un vuoto che, assicurando il più assoluto rispetto delle norme in materia paesaggistica ed ambientale, potrà consentire di creare nuove occasioni di sviluppo produttivo ed occupazionale, in un momento storico tra i più incerti del nostro sistema sociale ed economico. (chartabianca, 15:36)