Cappellacci non si è soffermato tanto sulle argomentazioni di carattere tecnico-giuridico, quanto sulle ben più pregnanti motivazioni di carattere politico, che hanno condotto la Regione Sardegna all'approvazione delle legge: dare una prima risposta al sistema economico e sociale dell'Isola, nelle more della soluzione di altri questioni ancora aperte con lo Stato. Tra esse, Cappellacci ricorda in particolare la vertenza entrate e la sanità penitenziaria: "Questioni inderogabili - puntualizza il governatore- e improcrastinabili".
Il presidente sottolinea che la Regione non sta chiedendo politiche assistenzialistiche: "Stiamo rivendicando ciò che ci spetta di diritto per andare avanti con le nostre gambe, affinché la nostra terra abbia le stesse condizioni di partenza delle altre Regioni italiane ed europee." Cappellacci infine chiede che la sensibilità e l'attenzione ai problemi dell'Isola, più volte dichiarata, sia percepibile in concreto e sia avvertita come un valore ed una caratteristica dell'Esecutivo.
Infine il presidente della Regione chiede anche un "Segnale di impegno, di ricettività rispetto alle sollecitazioni che vengono dalla nostra Isola e di garanzia che non vi saranno più rinvii, ma la volontà di imprimere una forte accelerazione: l'ingresso di un Ministro sardo nel Governo. (chartabianca 19:08)