- Subito un tavolo coordinato dall'assessorato regionale dell'Agricoltura per vigilare sul prezzo del latte ovino e per la costituzione di una organizzazione interprofessionale, come richiamato dall'ordine del giorno approvato il 5 giugno 2013 dal Consiglio regionale. Lo chiede Pietro Tandeddu, coordinatore regionale di Copagri Sardegna, oggi in un fondo pubblicato su La Nuova Sardegna.
Tandeddu plaude al trend del pecorino romano, ma chiede anche che a cascata la remunerazione maggiore sia per tutte le parti della filiera e non solo per la trasformazione. "Il prezzo medio del latte ovino per l'ultima campagna resta inchiodato sui 70 centesimi al litro - fa notare Tandeddu - . Ora, constatato che il caseificio di Ittiri ha remunerato il latte della campagna 2011- 2012 a 87 centesimi e che, a chiusura del bilancio 2013 si può ipotizzare un migliore risultato per l'ultima campagna 2012-2013, pur tenendo conto delle sue specificità gestionali, il prezzo attuale medio regionale del latte ovino non è quello giusto. Prevedendo che si prosegua nell'azione di adeguamento della produzione di "romano" alle effettive esigenze del mercato, che prosegua l'export, da parte di alcune OP, di circa 15 milioni di litri di latte verso la Grecia come per l'anno 2013 e una riduzione della produzione di latte dovuta alle morti e alla debilitazione degli ovini per effetto della blue tongue, è logico attendersi una diversa remunerazione del latte per la campagna che va ad aprirsi. Di ciò dovrà tener conto l'industria casearia e vigilino i produttori, singoli od associati che si accingono ad aprire con essa le trattative, ricordando tra l'altro che il prezzo non è dato solo dai ricavi ottenuti dal pecorino romano".
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