(CHB) - Roma, 03 ott 2013 - La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha accolto l'emendamento sostenuto da Andi, Anmvi, Fimmg e Plp: in sostanza, i professionisti della sanità sono esclusi dalla tracciabilità informatica dei rifiuti pericolosi. L'obbligo, fanno sapere le sigle, resta in capo solo a enti e imprese. E' stato dunque modificato l'articolo 11 del Decreto Legge che ricomprendeva le professioni mediche e sanitarie fra i soggetti obbligati ad aderire al Sistri, il Sistema elaborato dal ministero dell'Ambiente per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi.
E' infatti passata la modifica emendativa perorata dalle sigle sanitarie di Confprofessioni, che le esclude definitivamente da oneri e costi aggiuntivi, duramente criticati dai liberi professionisti della sanità. Eliminando dal testo ( Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni) ogni riferimento ai "produttori iniziali", medici, veterinari, odontoiatri e psicologi vengono così sollevati da oneri burocratici e dalla relativa disciplina sanzionatoria.
"Intensa e proficua - precisano le associazioni - è stata l'azione svolta dall'intera area sanitaria di Confprofessioni e dalle singole sigle aderenti, tutte attive presso il Dicastero dell'Ambiente e i Senatori delle Commissioni competenti. Immediata l'adesione di numerosi parlamentari che hanno condiviso l'opportunità di correggere la formulazione del DL , pena l'assoggettamento ad un "mostro di burocrazia informatica", a danno delle attività medico-sanitarie. Pur continuando a vigilare sull'iter del Decreto Legge, fino alla definitiva approvazione, Andi, Anmvi, Fimmg E Plp sono concordi nel ritenere fruttuoso l'impegno profuso per una vittoria che - oltre che economicamente rilevante per i costi degli studi medico-sanitari- è soprattutto "una vittoria del buon senso".(CHARTABIANCA)
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