(CHB) - Cagliari, 26 gen 2014 - Negli ultimi 10 anni in Sardegna l'abigeato è aumentato dello 0,08%. E' quanto risulta da un' indagine del Centro studi Confagricoltura su dati della Banca nazionale zootecnica. Lo studio ha messo a confronto a distanza di dieci anni (nel 2003 e nel 2013) il numero dei capi bovini e bufalini per regione presenti nelle stalle delle aziende agricole e il numero di furti avvenuti nello stesso periodo. In particolare, nel 2013 l'Isola ha registrato 979 furti. In testa la Calabria con un aumento, in dieci anni, del 1,39%. La regione che quest'anno ha registrato più furti è la Sicila con 2.352 capi rubati.
Il risultato dell'indagine - sottolinea Confagricoltura - evidenzia una netta distinzione fra nord, centro, sud ed isole. In quest’ultima area, infatti, si registra una maggiore incidenza dei furti pari al 0,55% nel 2013, in diminuzione dello 0,24% rispetto al 2003, anche se la regione con il più alto numero di casi è la Calabria con il 1,76% nel 2013 in aumento del 1,38% rispetto al 2003. Sogni relativamente più tranquilli dormono gli allevatori del nord in quanto l’indice risulta molto basso e pari allo 0,02% nel 2013 praticamente senza nessuna differenza rispetto al 2003. In ogni caso in Italia vengono trafugati 25 capi di bestiame (bovini e bufalini) al giorno. Un dato comunque allarmante, anche se non in crescita, e che è diversificato in funzione anche delle tipologie di allevamento (intensivo, brado, semibrado etc.) prevalenti che possono rendere più o meno agevoli i furti. Secondo l'associazione agricola "non si può poi escludere in via di principio il possibile ricorso abusivo alla denuncia di abigeato per favorire pratiche di economia sommersa". (CHARTABIANCA)
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