- E' stato approvato in via definitiva lo scorso 23 maggio il bilancio consuntivo 2013 della Asl 5 di Oristano. Con 260 milioni di euro spesi, pari a quelli entrati nelle casse della Asl, il bilancio si è chiuso con un utile di 6.604 euro, quindi in sostanziale pareggio. Sono stati rispettati i rigidi vincoli di spesa senza tagliare, ed anzi ampliando in molti casi la gamma dei servizi.
«Una “quadratura del cerchio” piuttosto complicata e rara all'interno di un quadro complessivo che vede galoppare la spesa sanitaria e in cui riesce difficile contenere i costi, tenuto oltre tutto conto di una popolazione, come quella della nostra provincia, che invecchia, presentando un numero di patologie cronico-degenerative che impongono un'assistenza sanitaria costante e onerosa – ha commentato il manager Mariano Meloni – Tuttavia la nostra Azienda sanitaria, grazie a una programmazione oculata delle risorse, è riuscita a contenere i costi salvaguardando i livelli di assistenza che anzi, per ciò che riguarda il pubblico, sono addirittura cresciuti».
Infatti, oltre ad aver mantenuto l'equilibrio economico, l'Azienda sanitaria oristanese ha incrementato il numero di prestazioni erogate dal pubblico: quelle di specialistica ambulatoriale, per fare un esempio, sono passate da 1.127.050 nel 2012 a 1.131.754 nel 2013, (4.704 visite ed esami in più). Parallelamente si è avuto un rafforzamento delle prestazioni territoriali: le giornate di ricovero nelle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) sono passate dalle 21.310 del 2012 alle 23.689 del 2013, quelle nelle case protette da 40.715 a 49.775, quelle nei centri diurni da 2.256 a 3.119. Per ciò che riguarda l'assistenza riabilitativa, l'anno scorso sono state erogate 36.907 prestazioni ambulatoriali e domiciliari, 3.671 in più rispetto al 2012.
A contribuire alla gestione virtuosa delle casse aziendali è stata anche la trasformazione dei classici ricoveri ordinari, spesso impropri sia dal punto di vista sanitario che economico, in forme di ospedalizzazione più snelle e meno costose, come il day hospital e il day surgery o nel regime ambulatoriale: formule che non intaccano la qualità dell'assistenza sanitaria, pur permettendo un utilizzo più appropriato delle risorse.
Per ciò che riguarda le voci di spesa, a pesare di più sul bilancio Asl sono stati i servizi sanitari: assistenza farmaceutica, medicina di base, assistenza specialistica e ospedaliera da privato, integrativa e protesica hanno inciso complessivamente per il 38 per cento sulle casse dell'Azienda sanitaria. Seguono i costi del personale (per l'84% sanitario), che hanno occupato il 37 per cento del paniere Asl e i beni sanitari, che hanno rappresentato l'11 per cento dei costi: in questo caso, a fare la parte del leone sono stati i prodotti farmaceutici e i dispositivi medici.
La composizione della spesa testimonia gli investimenti effettuati a favore del potenziamento tecnologico e infrastrutturale della Asl oristanese. Il 2013 è stato infatti l'anno d'apertura – un'apertura attesa da circa nove anni – del corpo Dea all'ospedale San Martino di Oristano, che ospita il pronto soccorso, una Radiologia di ultima generazione, cinque nuove sale operatorie e la Rianimazione, mentre sul territorio si è proceduto con un ammodernamento tecnologico che ha riguardato le strutture sanitarie della provincia.
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