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Martedì 16 ottobre 2018 - 12:12

IMPRESE: DEMOGRAFIA 2014, ISTAT: SALDO NASCITE-CESSAZIONI: -1,4%; MALE LA SARDEGNA (-2%)

(CHB) - Cagliari, 13 lug 2016 - Nel 2014 il saldo tra nascite e cessazioni (tasso netto di turnover) delle imprese in Sardegna è risultato negativo come in tutta Italia, toccando il -2%. Il dato è tra i più negativi del Paese (media italiana al -1,4% al sesto anno consecutivo con il segno meno) insieme alle regioni: Calabria (-2,2%), Valle d’Aosta e Liguria (-2,1%); i minimi si registrano nella provincia autonoma di Trento (-0,3%), in quella di Bolzano (-0,7%) e in Lombardia (-1,0%). Il dato italiano si ridimensiona, però, rispetto a quello registrato nel 2013 (-1,8%). Sono gli ultimi dati dell’Istat nel suo ultimo studio sul tessuto imprenditoriale italiano. Sono 274.489 le imprese nate nel 2014, circa 2mila in meno rispetto al 2013, ma il tasso di natalità è rimasto stabile (7,1%). Dopo quattro anni di flessione, nel 2014 torna a crescere la percentuale di imprese che sopravvivono ad un anno dalla nascita. E' in attività il 76,8% di quelle nate nell'anno precedente mentre nel 2013 era ancora attivo il 76,1% delle imprese nate nel 2012. Sempre nel 2014, sono 329.585 le imprese che hanno cessato la loro attività. Il tasso di mortalità totale è all'8,6%; pur essendo più elevato di quello di natalità è comunque in lieve calo (-0,2 punti percentuali) nel confronto con l'anno precedente. Complessivamente, natalità e mortalità hanno coinvolto circa 780mila posti di lavoro, con un saldo negativo di 105mila posizioni che deriva da 442mila posti di lavoro in meno a causa delle cessazioni d'impresa e 337mila posti creati dalle nascite.

TASSI DI NATALITÀ. L’evoluzione dei tassi totali di natalità è esito di dinamiche parzialmente divergenti a livello di macro-settore e settore; rispetto al 2013 solo le imprese degli Altri servizi sono in crescita (+0,4 punti percentuali) mentre registrano un calo quelle dell'Industria in senso stretto (-0,1 punti percentuali) e soprattutto le imprese delle Costruzioni e del Commercio (-0,3 punti percentuali entrambi). Nell'ambito degli Altri Servizi, il tasso di natalità è particolarmente alto nelle Telecomunicazioni (16,2%) ma valori elevati e in crescita si registrano anche nei settori Pubblicità e ricerche di mercato; Altre attività professionali, scientifiche e tecniche (da 11,8 del 2013 a 13,7% del 2014), Produzione di software e consulenza informatica (da 8,4 a 9,9%) .

I SETTORI. Nel 2014 il tasso di natalità dei settori appartenenti al comparto dell’Industria in senso stretto continua a essere molto variabile ma in misura minore rispetto al 2013 e si passa da 1,7% nella fabbricazione di coke e prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio a 7,1% nelle Industrie tessili e dell’abbigliamento. Al di sopra del tasso medio del comparto dell’Industria in senso stretto (4,7%), si attestano inoltre i tassi di natalità della fabbricazione di autoveicoli e di altri mezzi di trasporto (6,1%), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (5,2%), della fornitura di acqua e reti fognarie (5,0%), delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, della fabbricazione di computer e apparecchi di misurazione e di orologi (entrambi 4,9%) e della fabbricazione di mobili e altre industrie manifatturiere (4,8%). Nel 2014 il turnover netto risulta negativo nella gran parte dei settori economici, il valore più basso si registra per le Costruzioni, con -4,3%. Le eccezioni sono rappresentate dai settori Ricerca scientifica e sviluppo (+3,7%), Pubblicità e ricerche di mercato, Altre attività professionali, scientifiche e tecniche e servizi veterinari (+1,4%), Produzione di software, consulenza informatica (+1,2%), Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici (+1,1%), Fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+0,6%), Fornitura di acqua e reti fognarie (+0,5%), Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+0,3%), Attività finanziarie e assicurative (+0,2%).

CESSAZIONI. Con riferimento alle cessazioni, scrive Istat, nel 2014 i tassi di mortalità diminuiscono in quasi tutti i settori o rimangono stabili, ad eccezione di quelli della Fabbricazione di Coke e prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio (da 2,7 del 2013 a 4%), della Fabbricazione di prodotti chimici (da 3,3 a 3,9%), della Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (da 4,3 a 4,6%), delle Attività finanziarie e assicurative (da 8,4 a 8,6%); i cali maggiori si riscontrano nella Ricerca scientifica e sviluppo (da 12,7 a 11,5%), nella Pubblicità e ricerche di mercato e altre attività professionali, scientifiche e tecniche (da 13 al 12,3%), nel Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (da 10,9 a 10,4%) e nelle Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (da 7,9 a 7,4%). (CHARTABIANCA) mpig lavoro