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Lunedì 19 novembre 2018 - 04:46

INNOVAZIONE, CLAB 2018 CAGLIARI: ‘HIVEGUARD’, UN DISPOSITIVO CONTRO LA CRISI PRODUTTIVA DELLE API

clab 2018 cagliari HIVEGUARD
(CHB) - Cagliari, 22 mar 2018 - Le api, patrimonio zootecnico e alimentare del pianeta, sono a rischio estinzione. I dati degli ultimi anni sono in miglioramento ma ancora non tranquillizzanti. Tra i problemi non ci sono soltanto l’inquinamento e l’errata gestione ambientale del territorio, ma anche il fatto che il comparto dei produttori di miele deve fronteggiare alcune complicazioni legate al metodo di allevamento. Tra queste ci sono quelle connesse alla sciamatura, con la nascita di una seconda regina all’interno dell’alveare (ogni arnia ha solo una regina). Questa è una delle maggiori cause di destabilizzazione della famiglia d’insetti che porta, molto spesso, all’interruzione della produzione di miele.

I COMPONENTI. Un problema che potrebbe essere superato grazie al lavoro di tre studenti dell’Università di Cagliari finalisti al CLab 2018 con la loro startup “Hiveguard”. Si tratta di Daniele Melis di Capoterra, laureato in Ingegneria civile a Cagliari (industrial designer engineer), Sara Sulis di Escalaplano con laurea triennale in Informatica (software developer) e Federica Romano, laureata in Scienza della comunicazione a Cagliari e Siena (marketing and communication) che hanno pensato a una tecnologia per l'ottimizzazione del monitoraggio delle arnie. Niente più controllo continuo dell’alveare da parte degli operatori specializzati che devono prevenire la nascita di una seconda regina o per verificare la presenza della peste delle api, perché con Hiveguard potrà fare tutto un sensore disegnato per monitorare l'arnia tramite una telecamera che identifica velocemente il problema e lo risolve.

IL DISPOSITIVO. “La nostra idea è quella di aiutare gli apicoltori nella risoluzione dei problemi che riguardano la sciamatura e la peste delle api – spiegano – entrambi comportano gravi danni alla produzione con costi elevati per gli operatori”. Primo la sciamatura fenomeno naturale, che avviene in primavera, e che porta alla nascita della nuova ape regina con la vecchia che non sempre abbandona l’arnia per andare alla ricerca di un altro alveare. “La sciamatura spesso comporta dei danni per gli apicoltori perché durante questa fase si interrompe la produzione di miele e sono costretti a un continuo monitoraggio con operai specializzati che devono aprire le arnie, estrarre i telai, e cercare le cellette con la regina: la cella reale – dicono -: questo rappresenta un costo e uno stress per le api”. Ed ecco che per superarlo entra in gioco il dispositivo. “È uno strumento dotato di telecamera che mediante un algoritmo di riconoscimento, fotografa i vari telai e con l’immagine si può identificare la cella reale – aggiungono - questa viene segnalata agli apicoltori attraverso un’applicazione. Il riconoscimento avviene attraverso caratteristiche dimensionali e di forma della cella reale, più grande delle normali, e l’algoritmo compie una comparazione di forme”. Ma dalla fase di test del prototipo è stato individuato un secondo problema: la peste delle api. “Anche questo potrebbe essere risolto dal nostro dispositivo – aggiungono – la malattia che colpisce nella forma europea e americana porta spesso alla morte di tutta la famiglia. Inoltre è talmente contagiosa che l’arnia deve essere bruciata. Le celle infette assumono un colore molto scuro e grazie a un ulteriore confronto per colore, sempre tramite il dispositivo, riusciamo a identificare il problema e a segnalarlo in tempo reale”. Un problema molto sentito che in termini di mancato reddito, porta a perdere tra i 600 e i 700 euro per arnia”. I vantaggi di questo sistema - dicono gli ideatori - sono anche sul fronte dei costi: se ogni operatore spende 48 euro per arnia, il sistema consentirebbe un risparmio del 50%.

IL BUSINESS. “Il business dell'apicoltura in Italia vale 52 milioni di euro e 750 milioni in Europa – dicono - e Hiveguard si pone l'obiettivo di raggiungere il 30% del mercato. Nel percorso di individuazione dell’idea da proporre abbiamo unito le nostre competenze e, passo dopo passo, cerchiamo di costruire il dispositivo sino alla futura creazione di nuove arnie che gradualmente potranno sostituire le vecchie – concludono Romano, Sulis e Melis – con il CLab puntiamo a trovare investitori passando dal prototipo alla fase operativa perché il settore in Sardegna, pur non essendo tra i maggiori d’Italia, in termini di diversificazione della tipologia di miele prodotto è all’avanguardia”. (CHARTABIANCA) mpig/loli  © riproduzione riservata