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Mercoledì 19 settembre 2018 - 13:02

IMPRESE E CREDITO: ASSEMBLEA FIDICOOP, OK A BILANCIO 2017; SANNA CONFERMATO PRESIDENTE

fidicoop bilancio 2018
(CHB) - Cagliari, 26 giu 2018 - Salgono i finanziamenti (+42 pratiche nel 2017 per un totale di 152 pari a un incremento del 29%) e le nuove garanzie (25,4 milioni con un balzo del 22% dal 2016 al 2017), ma scendono gli affidamenti complessivi (lo stock di 143 milioni segna un calo del 7% rispetto al 2016). Sono questi i principali dati emersi dal bilancio 2017 di Fidicoop, presentati stamane dal direttore Riccardo Barbieri durante l'assemblea del consorzio fidi, al Lazzaretto di Cagliari. “Siamo fra i principali player del settore in Sardegna. Cresce il nostro patrimonio e le escussioni sul patrimonio deteriorato sono sotto la media”, dice Barbieri. “In una fase di modesta crescita regionale e di discesa del credito alle Pmi, registriamo comunque un utile superiore ai 120 mila euro”.
L’appuntamento annuale di Fidicoop è stato l’occasione anche per fare il punto sui temi connessi alla finanza per le imprese, al sistema dei confidi in Sardegna e sul rapporto con i settori strategici per l’Isola come il comparto agricolo ovicaprino, della cooperazione e del lavoro.

LA CONGIUNTURA. La diminuzione dell'attività in termini di stock (l'ammontare), si legge nel bilancio 2017 di Fidicoop, è da imputare alla “congiuntura negativa del mercato ovi-caprino (lattiero-caseario) per effetto del surplus produttivo registrato nel 2015-2016 e del conseguente sfasamento temporale nell'assunzione delle relative delibere da parte delle banche in attesa del perfezionamento dello strumento del pegno rotativo. Una quota parte dei finanziamenti è stata recuperata già a fine 2017 e nei primi mesi del 2018”. Hanno poi pesato anche “la crescente disintermediazione operata dai fondi pubblici di contro garanzia e riassicurazione grazie alla costante disponibilità di risorse e all'applicazione di un costo politico della garanzia, un mercato locale in timida ripresa e gli orientamenti strategici prudenti espressi dal consiglio di amministrazione”.

IL CORE BUSINESS. Il nocciolo duro del business di Fidicoop continua ad essere rappresentato dalle garanzie prestate al comparto agroalimentare: il lattiero caseario riceve il 27% del totale, seguono l'agricoltura primaria (16%), il vitivinicolo (8%) e il commercio (7%).
Nonostante la flessione del portafoglio garanzie, l'incidenza del credito deteriorato (sofferenze, inadempienze probabili e scadute oltre i 90 giorni) sul totale delle garanzie, pari al 21%, appare in linea con i dati al 31 dicembre del 2016 (21%). Gran parte dello stock delle sofferenze (in crescita del 2,21% sul 2016 e pari a 23,5 milioni di affidamenti cui corrispondono 11,3 milioni di garanzie) è riconducibile al settore delle costruzioni (31% con 18 aziende), all'agricoltura primaria (24% con 14 aziende, +2 rispetto al 2016), le attività manifatturiere (13% con 13 aziende) non agroindustriali e il commercio all'ingrosso e al dettaglio (9% con 11 aziende).

IL BILANCIO. Lo stato patrimoniale di Fidicoop evidenzia un utile 2017 di 120.837 euro (in salita rispetto alle perdite di 1,1 milioni di euro del 2016 dovute alle forti rettifiche sui crediti operate in quell'anno) a fronte di un attivo di 29,2 milioni dai 27,3 milioni del 2016.

SANNA CONFERMATO PRESIDENTE; I NUOVI AMMINISTRATORI. L'assemblea di Fidicoop ha poi eletto i suoi nuovi amministratori. Alla presidenza è stato confermato Francesco Sanna. Fra i consiglieri sono stati nominati Fulgenzio Cocco, Daniele Caddeo, Sebastiano Muscas, Salvatore Palitta, Alberto Puxeddu, Pasquale Sole, Luisa Zedda e Giovanni Filippo Cherchi. Confermato anche alla presidenza del collegio sindacale Franco Denti.

AVVICINARE LE IMPRESE ALLA FINANZA. "Abbiamo avuto il merito di abbattere le barriere per avvicinare le imprese alla finanza. Le imprese sono protagoniste all’interno delle nostre convenzioni. Lo sviluppo per noi è la leva della finanza e non il contrario", ha detto il presidente Francesco Sanna.
“Con il nostro lavoro intendiamo promuovere lo sviluppo delle imprese creando innovazione – ha aggiunto Sanna - con la finanza vogliamo mettere al centro il valore economico delle imprese. Per questo siamo stati precursori attraverso la nostra fusione avvenuta nel 2007 delle riforme che hanno investito il sistema dei Confidi in Sardegna, come l’ultima recente legge - sottolinea - proprio le fusioni rappresentano un punto centrale su cui si dovrà andare. La modifica statutaria oggi fa capire che il nostro mondo è attento a tutti gli altri che ci stanno intorno - aggiunge - e il nostro consorzio fidi può diventare un ibrido, lavorando sullo sviluppo".

CONFIDI FACILITATORI DEL TERRITORIO. Per Sanna, il punto di forza dei confidi resta la vicinanza al territorio e alle imprese. “I confidi hanno un valore aggiunto di accesso al credito e operano come facilitatori d’impresa - sottolinea - ma il sistema confidi lavora anche sulla valutazione delle imprese e restano radicati nei territori. Proponiamo alle imprese prodotti costruiti ad hoc per loro, quello che nessun intermediario assicura oggi - continua - ma cerchiamo anche di spostarci verso un pacchetto integrato di servizi”.

LE INIZIATIVE: DA CONVENZIONE PESCA E OVICAPRINO. Intervenendo dal palco dell’assemblea il presidente Fidicoop ha ricordato le iniziative e gli eventi sul territorio a cui il confidi ha partecipato. “Abbiamo attivato nel luglio 2017 una convenzione sulla pesca con il Banco di Sardegna - ricorda Sanna - abbiamo attivato una collaborazione e un tavolo tra i nostri tecnici e la banca e, dalla convenzione, abbiamo portato a casa oltre 600 mila euro per aiutare chi lavora nel settore”.

AGROALIMENTARE. Novità anche per l’agricoltura e agroalimentare. “Sempre nel 2017 il Fondo rischi sull'Agroalimentare ha permesso di avere 4 milioni di euro su uno stanziamento di 7 - dice - ma non dimentichiamo gli altri strumenti come il Pegno rotativo”. Tra gli eventi per noi fondamentali ricordiamo il convegno sul latte ovino a Macomer, momento utile per ragionare sulle garanzia e nell’incontro sono emerse questioni di governance del modello impresa - conclude Sanna - non c'è solo la finanza ma il tema caldo è quello del modello di governo del comparto ovicaprino sardo”.

DG BARBIERI: CONFIDI MINORI, SERVE FUSIONE. In prospettiva, i consorzi fidi minori, quelli cioè non vigilati da Bankitalia, devono fondersi. Ne è convinto il direttore di Fidicoop, Riccardo Barbieri, che stamattina - nel suo intervento durante l'assemblea, ha messo in evidenza “una grande sofferenza” dei confidi più piccoli. “Se ne contano 400 in Italia, ma 230 sono irrilevanti e necessitano di un'integrazione. Anche in Sardegna, con la spinta della Regione, il progetto è in corso”. Anche le banche contribuiscono al processo di consolidamento del settore: “Hanno tagliato fuori i piccoli confidi”, spiega Barbieri, “anche per problemi di scarsa trasparenza. È importante garantire solvibilità alle banche, nonostante siano ancora poche quelle che lavorano con i confidi. Crediamo che esista un valore confidi da ٠sfruttare al meglio”, conclude il direttore di Fidicoop. “I confidi possono essere uno strumento valido di selezione e assistenza alle Pmi. A condizione che il decisore politico metta soldi su finalità sicure e affidabili”.

WORKERS BUYOUT: 10 PROGETTI IN SARDEGNA. Per il rilancio di un'impresa in crisi si può utilizzare una formula innovativa: il workers buyout. In Sardegna si contano 10 progetti in corso. Si può fare di più. “In questi anni ci siamo occupati di politiche passive del lavoro e di come queste avessero ricadute importanti e ambigue sui lavoratori. Abbiamo analizzato anche le politiche attive del lavoro. E alla fine ci siamo imbattuti sulla legge Marcora che regola l'istituto del workers buyout (WBO). Abbiamo così scoperto che In Italia c'è un terreno istituzionale che facilita e sostiene le imprese recuperate e rivitalizzate dai suoi lavoratori”. Lo ha detto Barbara Barbieri, ricercatrice dell'università, intervenendo all'assemblea di Fidicoop.
“È nella crisi che si può vedere la luce, la voglia di andare avanti”, ha spiegato Barbieri. “Ci sono dei requisiti per compiere un'operazione di workers buyout: bisogna essere dipendenti in fase di licenziamento e già in cassa integrazione. In queste condizioni, è poi possibile acquistare l'azienda, solitamente piccola, per trasformarla in cooperativa e per farla ripartire anche grazie a fondi statali specifici. Per contribuire a sviluppare questo strumento”, conclude la ricercatrice, “come Università di Cagliari abbiamo firmato un accordo con Fidicoop per una collaborazione scientifica che sia proficua”.

PECORINO, PEGNO ROTATIVO: GIRO DA 25 MLN €. Il Pegno rotativo, a oggi, ha interessato valori di merce per 25 milioni di euro per Pecorino romano Dop con almeno 5 mesi di stagionatura, destinato al proseguo della stagionatura (Banco di Sardegna) e con un intervento sul valore di merce progressivo a partire da 10 giorni dalla produzione (Banca Intesa Sanpaolo). È quanto emerge da un documento del Consorzio di tutela del Pecorino romano Dop illustrato oggi a Cagliari dal direttore di Fidicoop Sardegna, Riccardo Barbieri, durante l’assemblea del consorzio fidi.
"Fidicoop ha garantito quasi tutti i finanziamenti dell’ultima campagna, assistiti dalla garanzia prodotto – ha aggiunto Barbieri sul pegno rotativo - abbiamo testato lo strumento con il finanziamento di chiusura della campagna 2016-2017 e poi dalla campagna 2017-2018 in corso. Mettere il prodotto a garanzia della banca consente di stabilizzare e porta a una maggiore durata del prestito. L'ottica non deve essere di emergenza ma di un funzionamento fluido del mercato".

LA REGIONE. MURA: DDL COOP AL VAGLIO MISE; PACI: CONFIDI CRESCIUTI CON FUSIONI. "Avere un sistema di garanzia solidale e governato da regole precise di sostenibilità come volano per l’economia sarda”. Lo ha detto l’assessore regionale del Lavoro, Virginia Mura, intervenendo all’assemblea Fidicoop. L’esponente della Giunta Pigliaru sottolinea anche “lo spirito positivo" che anima i consorzi fidi in linea con l’anima cooperativistica basata sui valori di mutualità che per l’assessore è “la migliore risposta al contrasto della crisi”. Mura annuncia anche novità sul disegno di legge per la cooperazione. “Il ddl sulla riforma del sistema della Cooperazione è pronto ed è al vaglio amministrativo, non ancora politico, del ministero delle Sviluppo economico - dice l’assessore - abbiamo inserito la possibilità di far fare le revisioni delle società cooperative in Sardegna, magari con il sostengo delle tre centrali, invece che dal Mise. Questo va verificato e quanto prima contiamo di portare in Giunta la nuova normativa". Per l’assessore “è stato dato impulso alle norme per la semplificazione del sistema confidi e soprattutto dando premialità per riconoscere il maggior valore alle assunzioni a tempo indeterminato e alle persone più fragili”.
"La Regione, in accordo con i confidi, ha premiato l’efficienza del sistema dei consorzi fidi sani e pronti sostenendoli con le risorse", ha aggiunto nel suo intervento l’assessore regionale del Bilancio, Raffaele Paci. "Prima c'erano troppi confidi nell’isola e molti non erano sostenibili, ma oggi il sistema è più sano grazie alle aggregazioni e all’uscita di quelli non sani - ricorda - si è creato allo stesso tempo un sostanziale rafforzamento del sistema and se il percorso non è ancora terminato”. Per Paci “l'Osservatorio è il luogo ideale per la partecipazione dei Consorzi fidi e delle istituzioni con la Sfirs in un luogo in cui parlarsi per razionalizzare il settore”. Paci annuncia “una possibile revisione degli indicatori e del moltiplicatore" e, su questo, annuncia “massima disponibilità a recepire i consigli degli attori della filiera”. Per Paci inoltre “bene gli strumenti attivati come il Pegno rotativo nel settore lattiero caseario ovicaprino sardo, che di per sé ha dato stabilità al sistema anche solo per l’esser stato costituito”. (CHARTABIANCA)