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Venerdì 18 ottobre 2019 - 20:54

CREDITO E IMPRESE, FIDICOOP: L'ECONOMIA SARDA TIENE E SI CONFERMA A VOCAZIONE CONFIDI; LE RICETTE ANTICRISI

fidicoop assemblea 2019
(CHB) - Cagliari, 05 giu 2019 - La crisi c'è ma la Sardegna si conferma come una economia che privilegia il sistema dei consorzi fidi: il 40% degli affidamenti alle imprese isolane è infatti assistito dalle garanzie dei confidi. E almeno nella prima parte del 2018 il sistema produttivo sardo ha continuato a crescere con moderazione: l'espansione è stata sostenuta soprattutto dalla domanda interna, in particolare dagli investimenti alle Pmi, lievemente incrementati nel corso dell'anno.

I PRESTITI ALLE AZIENDE SARDE. Per quanto riguarda i prestiti alle aziende sarde – si legge nella relazione introduttiva del bilancio 2018 di Fidicoop, approvato oggi durante l’assemblea tenutasi a Cagliari – sono stati di 10,2 miliardi di euro nel giugno 2018 di cui 4,8 miliardi concessi a piccole imprese e 7,2 miliardi a favore delle medio-grandi. I flussi di periodo registrano una flessione (-1,8% sui 12 mesi precedenti) per la totalità delle aziende, che conferma la serie di flussi periodici negativi. Nel dettaglio, pesa la dinamica negativa delle imprese medio-grandi (-3,2%) mentre le piccole evidenziano una ripresa in accelerazione continua da dicembre 2016 ad oggi (+1,6% a giugno 2018).

IL BILANCIO 2018. Nel 2018 Fidicoop ha strappato un utile netto di 77,3 mila euro dopo 500 mila euro di accantonamenti prudenziali. A questi due dati, nel bilancio 2018, si aggiungono i 72 milioni euro di stock di garanzie (+1,3%) pari a 158,5 milioni di euro di affidamenti (+10,5%). Migliora anche la qualità del portafoglio con un calo del 2% dello stock sofferenze. “Confermiamo i numeri e i volumi degli ultimi anni”, ha detto il direttore generale di Fidicoop, Riccardo Barbieri. “Però, abbiamo migliorato sensibilmente il presidio del rischio diminuendo sofferenze e inadempienze probabili e migliorando lo stock di crediti in bonis. C'è infatti un miglioramento della qualità grazie al modello cooperativo”. imprese credito

IL RUOLO DEI CONFIDI. I consorzi fidi, da diversi anni, registrano però una flessione dei volumi intermediati. Il che comporta “un calo di immagine e di reputazione”. Lo stock di garanzie erogato viaggia attorno ai “18 miliardi di euro, che al netto dei fondi rischi valgono 7,7 miliardi”, dice Barbieri. “Certo, la penetrazione sul territorio è quella che è. Tuttavia, la Sardegna si conferma terra a vocazione confidi, con un 19,6% di indice di copertura. E non conta solo la percentuale garantita", osserva Barbieri, "ma anche quella che individua i prestiti di riferimento: se il sistema garantisce il 20%, c'è una copertura di un quinto, ma quello che ci interessa è l'ammontare dell'affidamento che si va a coprire. Se noi consideriamo che i confidi garantiscono più o meno il 50% dei prestiti alle Pmi, quella percentuale di copertura in termini di affidamenti assicurati dal confidi – quale che sia la percentuale di garanzia – raggiunge quasi il doppio. Questo”, precisa Barbieri, “ci fa dire che in Sardegna il 40% degli affidamenti alle imprese è assistito da garanzia dei consorzi fidi”.

LE BANCHE E LA CRISI. “I confidi sono usciti dalla crisi decennale fortemente indeboliti, avendo pagato le sofferenze che hanno imbarcato. E hanno avuto forse delle performance di rischio migliori rispetto a quelle delle banche, con la differenza che gli istituti, vedi il Monte Paschi, hanno ricevuto aiuti dallo Stato”, aggiunge il direttore di Fidicoop. “Il pubblico, al contrario, da 10 anni a questa parte, ha totalmente abbandonato i confidi. E quello che poteva essere un intervento di ricapitalizzazione o di sostegno non è mai avvenuto. Non c'è stata la convinzione politica che i confidi fossero uno strumento efficace di sostegno del credito delle Pmi”.
I confidi, secondo Barbieri, hanno fatto da ammortizzatore della crisi. “Lo Stato, però, non ha ritenuto che i confidi fossero uno strumento efficace per il credito alle Pmi e quindi non ha alimentato i fondi rischi dei consorzi, pur potendolo fare (la garanzia pubblica è legittima secondo le regole Ue). Lo Stato, insomma, non ha scommesso su di noi”.

GESTIONE DEL RISCHIO PER SUPERARE CRISI. “Questo è l'ottavo anno consecutivo in cui assistiamo alla contrazione del credito alle imprese. E se per questo il bilancio di Fidicoop, anche quest’anno, è stato conservativo nei volumi, dall’altra è stato migliorativo nei presidio del rischio. Questo ha permesso alle cooperative di vincere la battaglia della crisi anche con il supporto dei soci”, ha commentato il presidente di Fidicoop Sardegna Francesco Sanna.

RIFORMA CONFIDI. Secondo Sanna “Fidicoop ha sostenuto la riforma dei consorzi fidi completata dalla precedente Giunta regionale - sottolinea - perché ha dato merito a chi gestisce bene le risorse pubbliche e perché in essa c’è una parola chiave che ci piace: mutualità. Abbiamo sostenuto questa riforma per sostenere i confidi virtuosi ma oggi chiediamo più fondi perché quelli attualmente previsti non bastano”. Sul rapporto con la Regione, Sanna aggiunge: “Guardiamo con attenzione ai nostri assessorati di riferimento come il Bilancio, il Lavoro e l'Agricoltura perché dobbiamo favorire sempre di più l'accesso al credito per le piccole medie imprese che scontano oggi la grande diffidenza degli istituti di credito - aggiunge Sanna - oltre che la chiusura dei nuovi mercati e l'opacità informativa”.

ASSOCONFIDI: COME RILANCIARE I CONSORZI FIDI. Intanto, per rilanciare i consorzi fidi, l’associazione Assoconfidi, per bocca del suo presidente, il sardo Gian Marco Dotta, ha stilato le priorità per il sistema: più rappresentanza unitaria, una legge quadro sul settore, il rinnovamento con nuove riforme e ancora lavorare su servizi alle imprese, alle banche sul retail e sul microcredito. Tra le prossime azioni che Assoconfidi intende mettere in campo anche il miglioramento della gestione dei fondi europei e quelli pubblici in generale, la digitalizzazione dei confidi e la creazione di una banca dati.

COME AFFRONTARE LA CRISI D’IMPRESA. Ma come gestire una crisi d’impresa? Attraverso un nuovo codice che impone una crescita del livello manageriale all'interno delle aziende e delle cooperative, un livello che oggi “è purtroppo ancora basso, sia che si tratti di aziende profit che non”, ha detto Sabrina Gigli, docente all'Università di Bologna e consigliere di amministrazione del Banco di Sardegna, nella sua relazione presentata all'assemblea di Fidicoop.
“Le imprese più piccole non hanno grande dimestichezza con i documenti contabili e finanziari. Le aziende, nelle difficoltà, mostrano però grandi capacità di resilienza. Ma non basta: il cambiamento legislativo non è eludibile”, precisa Gigli. “La riforma rende obbligatori strumenti di monitoraggio per non incorrere in una situazione di crisi o di coglierla tentando di risolvere i problemi prima che diventino irreversibili. Servono quindi modifiche alla governance”, prosegue l'esperta, “e occorre introdurre indicatori specifici per sfruttare gli strumenti di allerta che il legislatore ha messo in campo”.
Gli organismi di controllo (commercialisti e revisori contabili) dovranno recepire le sollecitazioni normative. Ma non solo. “Nell'articolo 13 del provvedimento si introducono nuovi indicatori per misurare a che stadio è la crisi d'impresa. Indicatori che però devono essere costruiti su misura. Sappiamo che entro la fine d'estate sarà emanata una bozza di indicatori”, conclude Gigli. “Quello che è noto è che si tratterà di indici che cercano di dimostrare la sostenibilità del debito aziendale nei successivi sei mesi: questo è elemento maggiormente innovativo”.

I DUE CASI DI ECCELLENZA. Infine, durante l’assemblea Fidicoop sono stati presentati due casi di imprese che hanno saputo rilanciarsi dopo un periodo di crisi: Coopera, attiva nell'edilizia, e la Cantina sociale di Monserrato, fondata nel 1924 e tra le più longeve nell’Isola.

I PARTECIPANTI. Hanno partecipato all’assemblea di Fidicoop, oltre ai vertici del consorzio fidi, Francesco Sanna (presidente) e Riccardo Barbieri (direttore), anche Gian Marco Dotta, presidente di Assoconfidi; il presidente di Abi Sardegna, Giuseppe Cuccurese; Sabrina Gigli, docente dell’Università di Bologna; il presidente di Finsardegna Stefano Vargiu; il presidente di Legacoop Claudio Atzori e di Confcooperative, Fabio Onnis.
Presenti in platea, tra gli altri, il direttore Legacoop Daniele Caddeo; il direttore Finsardegna, Ciro Rubiu; il presidente di Oilos Salvatore Pala; il presidente di Fedagripesca Roberto Savarino; rappresentanti degli istituti di credito isolani; il consigliere regionale del Partito democratico Piero Comandini e il presidente della Commissione Attività produttive in Consiglio regionale, Piero Maieli. Invitati a partecipare anche gli assessori regionali del Bilancio e del Lavoro, Giuseppe Fasolino e Alessandra Zedda, assenti perché impegnati in una seduta di Giunta e l’assessore dell’Agricoltura Gabriella Murgia, che non ha potuto partecipare perché a Roma al tavolo della Conferenza delle Regioni. (CHARTABIANCA)