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Mercoledì 14 aprile 2021 - 09:11

AMBIENTE: DISCARICA RIVERSO, GARAU (AD): FALDE NON SONO INQUINATE; FIDEIUSSIONI? REGIONE CAMBI ALGORITMO; IL DIBATTITO

riverso secondo incontro
(CHB) - Carbonia, 18 mar 2021 - "Le relazioni annuali che ogni aprile la Riverso presenta agli enti competenti in cui si specificano i monitoraggi ambientali effettuati (acque, aria e territorio) non registrano alcun sforamento dell'indice tabellare”. Lo ha detto stamattina Raffaele Garau, amministratore delegato della Riverso Spa, nell'incontro pubblico con amministratori locali, associazioni e stampa che si è tenuto nella discarica di Serra Scirieddus, in merito alla situazione ambientale del territorio dove sorge la discarica situata nel territorio di Carbonia e in particolare per replicare alle accuse apparse in questi giorni sulla stampa in merito a rischi ambientali, fideiussioni e assicurazioni. 
"Siamo in regola con tutti i controlli - ha precisato Garau - dai documenti, pubblici e tutti visionabili, si può constatare come tutti i risultati dei controlli effettuati dai laboratori esterni e verificati dagli enti appositi siano a norma”.

INQUINAMENTO. E sulle accuse di eventuali falde acquifere inquinate, Garau ha ribadito che "dal 2002 a oggi le ispezioni ufficiali sono state 26, oltre alle altre visite degli organismi di controllo. In nessuna circostanza è stata constatata infrazione o rilevata alcuna criticità ambientale. I controlli sulle falde e sull’acqua sono effettuati costantemente a monte e a valle e non c’è stato mai nessuno sforamento a parte condizioni endemiche del territorio ricco di manganese”. Tra l’altro, aggiunge Garau "non c'è alcun documento secretato: la discarica è controllata a monte e valle da appositi dispositivi e in tutti gli anni di attività non c’è stato sforamento di alcun marker”.

LA QUESTIONE FIDEIUSSIONI. Durante l'incontro pubblico, Garau ha spiegato la posizione dell’azienda sul fronte fideiussioni contratte per coprire i costi della "copertura finale della discarica" una volta dismessa, e quello di "gestione del sito dopo la chiusura" della durata di 30 anni, così come imposto dalle attuali normative. “Per calcolare questi costi la Regione Sardegna ha previsto due algoritmi matematici legati alla superficie occupata dalla discarica e alla sua volumetria - ricorda Garau - ma parliamo di due algoritmi assolutamente errati che comportano per la Riverso una somma di 20 milioni di euro da garantire. Si tratta di una cifre assurda non corrispondenti ai veri costi che i titolari dovranno sopportare al termine dell’attività. Abbiamo più volte chiesto all'assessorato regionale dell'Ambiente di cambiare gli algoritmi ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E' difficilissimo concedere una fideiussione di 20 milioni di euro a una società che ne fattura altrettanti”.
"A fronte di costi reali da sopportare, certificati da una primaria società internazionale di ingegneria (la Golder) in circa 8,3 milioni di euro, già raccolti dalla Riverso grazie a un parziale accantonamento annuale per la cifra - ha precisato Garau - siamo stati costretti a raccogliere un massimale superiore di oltre il doppio. Non è, dunque, la nostra società a volersi aggirare tra i Paesi balcanici alla disperata ricerca di una compagnia compiacente, ma l’assurdità di un algoritmo matematico inventato dalla Regione che comporta massimali impossibili da raggiungere attraverso le compagnie assicuratrici tradizionali e costringere così società come la Riverso a trovare per forza una compagnia disposta a garantire questi massimali, per di più per avere garantita la copertura di un costo a cui Riverso ha già provveduto per suo conto”.
In merito alle assicurazioni l’ad dell’azienda ha sottolineato che "gli eventuali danni ambientali non vengono coperti dalle fideiussioni ma da assicurazioni - chiarisce - per questo la Riverso ha la copertura per oltre 5 milioni da una primaria compagnia assicurativa”. Garau ha definito "discutibili" certe compagnie dell'Est Europa, spiegando che però "vista la richiesta della Regione, al momento non ci sono altre possibilità per ottenere la fideiussione. Una richiesta assurda che già una volta ci ha obbligati a uno stop di quattro mesi dell'attività della discarica proprio perché non riuscivamo a trovare una compagnia per la stipula".  

AMPLIAMENTO E FORZA LAVORO. Garau è tornato anche sulla questione dell'ampliamento. “Presumibilmente entro ottobre 2021 termineremo le volumetrie attuali legate alle normative su cui stiamo operando e che ci consentono di smaltire rifiuti regionali ed extra regionali. Qualora la prossima autorizzazione integrata ambientale segua la ‘Via' (Verifica impatto ambientale) della Regione che abbiamo impugnato (il Tar dovrebbe pronunciarsi a ottobre 2021, ndr) e che prevede per l’ampliamento la limitazione ai soli rifiuti regionali andremo ad avere un calo da 200 mila tonnellate a circa 50 mila. In quel caso la nostra attività sarà decisamente ridimensionata perché da 20 milioni di fatturato si rischia di passare a 5”.
Questo scenario porterebbe dei rischi per i 60 lavoratori dell’azienda. "Oggi non c’è alcun timore, salvo che non ci facciano chiudere - dice Garau - certo è che in caso di ridimensionamento a causa di come andrà la questione sull’ampliamento, è normale che si dovrà rivedere l'organizzazione del lavoro: se dovessimo smaltire un quarto o un punto dell’attuale produzione, ovviamente anche le unità lavorative dovranno essere bilanciate sul lavoro che andremo a svolgere”.

BANCHE E PROBLEMI GESTIONALI. “Alcuni giorni fa - ha pubblicamente denunciato Garau - l'istituto di credito dove la Riverso ha il conto corrente bancario mi ha invitato a chiuderlo spiegandomi che il motivo è dovuto alla campagna stampa in corso contro la nostra società: questa è stata la loro spiegazione. Insomma, oltre a tutto il resto, questi attacchi ci stanno costringendo ad affrontare anche gravi problemi gestionali". (CHARTABIANCA) 

CREMONE (SARDEGNA PULITA): OCCHI PUNTATI SU BONIFICHE. "Bene le richieste di fare sopralluoghi con le associazioni ambientaliste nella discarica, l’apertura dell’azienda in proposito c’è e la accogliamo con piacere. Ma è necessario che ci siano anche i giornalisti che oggi accusano la Riverso. Partecipare a queste iniziative, come l'incontro pubblico di oggi, è l’occasione per chiedere conto di tutto e fare buona informazione, anche dando diritto di replica a chi viene accusato”. Così Angelo Cremone, leader di Sardegna Pulita, una delle associazioni ambientaliste più attive nel territorio è intervenuto all'appuntamento organizzato stamattina dalla Riverso nella propria discarica di Carbonia.
“Se in Sardegna partiranno le bonifiche delle industrie dismesse serviranno tante altre discariche - aggiunge - a quel punto non si avrebbe bisogno di prendere rifiuti da fuori regione. La nostra battaglia è quella di bloccare l’arrivo di rifiuti come quelli ospedalieri pericolosi o i fumi di acciaierie, ma siamo anche contro la discarica dell’Enel che insiste su un’area inquinata di cui nessuno parla”, conclude Cremone.

ASSOCIAZIONE ADIQUAS. "Siamo contrari all’arrivo in Sardegna di rifiuti extra regionali perché riteniamo che la Sardegna non debba diventare una pattumiera - dice Giancarlo Ballisai, dell’Associazione Adiquas (Associazione Difesa Qualità Ambiente e Salute) - a livello preventivo è ora che gli enti pubblici si attivino per verificare se fuori dalla discarica ci sono danni al territorio perché questa zona è a vocazione agricola e pastorale. Se ci sono falde acquifere sottostanti e ci possono essere rischi dobbiamo saperlo. Verifichino se la discarica ha prodotto danni nel tempo, lo si faccia nell’interesse della salute dei cittadini”. 

CONSUMATORI. Marco Mameli, presidente dell'associazione Consumatori Sardegna, tra i manifestanti del sit-in dei giorni scorsi al porto di Cagliari contro l’arrivo dei rifiuti extraregionali, chiarisce: “Alla manifestazione non abbiamo detto che si deve andare contro le leggi ma contro quella legge che permette di importare in questa zona rifiuti speciali - sottolinea - il territorio è già martoriato dall'inquinamento. Ci opponiamo da 30 anni e facciamo battaglie e osservazioni contro quella che chiamano industria in Sardegna, quella stessa industria che nel Sulcis ha portato pane avvelenato - conclude - è vero che abbiamo necessità delle discariche ma per i nostri rifiuti. Le associazioni sono a disposizione per verificare se qui ci sono delle criticità”.

GLI ALTRI INTERVENTI. Anche per Roberto Puddu, ex segretario generale del territorio della Cgil "se partono le bonifiche nell’isola non ci sarebbe bisogno di andare a prendere rifiuti da fuori regione e magari ci sarebbe anche più possibilità occupazionale - sostiene - in Sardegna ci sono molte altre discariche che inquinano e vanno bonificate ma non la Riverso - conclude - qui tutti gli enti di controllo competenti hanno fatto verifiche e certificato che non ci sono stati problemi”.
Emanuela Serra, Consigliere comunale di opposizione del Movimento 5 Stelle al Comune di Gonnesa, ha detto di aver avuto conferme "su quanto comunicato dalla Riverso nel primo incontro pubblico" e che "non sono stati rilevati problemi: prima di accusare un'azienda e i suoi lavoratori si devono fare gli opportuni approfondimenti".
Durante i lavori un partecipante del pubblico si è lamentato per la presenza dei lavoratori della Riverso all'incontro sostenendo di non sentirsi "sicuro" e ne ha chiesto l'allontanamento. E' subito intervenuto il caposquadra della Riverso, Basilio Meloni, che oltre a rassicurarlo, ha spiegato che "i lavoratori hanno diritto sia di ascoltare le posizioni dell'azienda, sia di partecipare agli incontri pubblici". I lavori sono quindi proseguiti senza problemi. (CHARTABIANCA)