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Giovedì 16 settembre 2021 - 13:14

FIDICOOP SARDEGNA, OK A BILANCIO 2020: 28,6 MLN € ATTIVO, ‘DATI POSITIVI NONOSTANTE COVID’; ELETTO IL NUOVO CDA

fidicoop barbieri
(CHB) - Cagliari, 07 lug 2021 – Un bilancio 2020 positivo, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia che hanno interessato anche il mondo del credito in Sardegna e dei consorzi fidi. L’assemblea di Fidicoop Sardegna, il maggiore confidi isolano del sistema cooperativo che fa capo alle centrali cooperative regionali (Confcooperative, Legacoop e Agci), ha approvato stamane in videoconferenza il documento contabile che si è chiuso con poco più di 28,6 milioni di euro di attivo, con 14,9 milioni di crediti verso le banche ed enti finanziari, 5,7 milioni di obbligazioni e altri titoli di debito e 2,2 milioni di azioni e quote o altri titoli di capitale. L'utile d’esercizio finale si è attestato a poco più di 3 mila euro.
Durante la videoconferenza è stato presentato anche il 'Rapporto Confidi Italia 2021' dell’Osservatorio permanente sui confidi italiani, curato dal comitato Torino Finanza (Camera di Commercio di Torino) e stilato da Diego Bolognese, consulente ed economista tra i massimi esperti sui confidi in Italia, insieme a Salvatore Vescina (Organismo vigilanza confidi minori).

IL NUOVO CDA. L’assemblea Fidicoop ha eletto stamane anche il nuovo Consiglio di amministrazione, composto da 9 componenti. Si tratta di Daniele Caddeo, Giovanni Filippo Cherchi, Fulgenzio Cocco, Letizia Cordella, Silvana Frau, Renato Illotto, Carlo Matzeu, Sebastiano Muscas e Michele Rubiu. Sarà il nuovo Cda a eleggere nella prima seduta, prevista nei prossimi giorni, il nuovo presidente al posto di Francesco Sanna che ha concluso il suo mandato.
L’assemblea ha poi riconfermato in toto il collegio sindacale per il prossimo triennio 2021/2024. Presidente è stato confermato Franco Denti, mentre gli altri componenti sono: Andrea Carta ed Enrico Mulas come sindaci effettivi, Jean Pierre Angelo Baire e Angelo Serra sindaci supplenti.

SOSTANZIALE PAREGGIO. Tornando al bilancio, ha detto durante l’assemblea il presidente uscente Francesco Sanna, si tratta di “un risultato di gestione che evidenzia un sostanziale pareggio, da collocarsi nel contesto di una crescente disintermediazione del mercato del credito bancario a favore delle forme di garanzia pubblica diretta (in particolare Fondo centrale di garanzia), che in questi ultimi anni ha spiazzato tutti i consorzi fidi”.
Lo stato patrimoniale ha segnalato un attivo in crescita, negli ultimi anni, per effetto dei contributi regionali e dei fondi rischi. “Abbiamo circa 20 milioni di fondi rischi a servizio delle banche e sono circa 59 i milioni di euro di garanzie lorde, con un moltiplicatore che, calcolato analiticamente, è ancora più basso”, ha aggiunto Riccardo Barbieri, direttore generale Fidicoop. Per quanto riguarda i 3 mila euro di utile d’esercizio - scrive il notiziario Chartabianca - Barbieri ha specificato che è “un risultato estremamente positivo considerata la forte disintermediazione del credito bancario nei confronti del fondo di garanzia, questo perché le banche sono state portate dalle regole imposte con le misure pubbliche durante la pandemia Covid a privilegiare le garanzie dirette e, dunque, il ricorso alla garanzia gratuita del Fondo centrale”. Sul fronte del conto economico il rendimento si è attestato a 20 milioni di euro sui fondi rischi.

AGROALIMENTARE RESILIENTE AL COVID. Sono stati 83 i nuovi finanziamenti nel 2020 per un controvalore di circa 20 milioni di euro e complessivi 36,4 milioni. Il saldo finale di ripartizione di affidamenti certifica 124 milioni garantiti, per un controvalore di garanzia di poco meno di 60 milioni, con una flessione intorno al 10% "motivata prevalentemente dal fatto che il nostro core business dell’agroalimentare, quest’anno, molto resiliente al covid, si è autofinanziato, usando meno la garanzia - spiega il direttore generale - questo ci fa piacere per aver visto una stabilizzazione del mercato, in particolare del Pecorino romano, dove giochiamo un ruolo fondamentale incrementando garanzie nei momenti di contingenza negativa”.

FORTE SOLIDITÀ. Barbieri sottolinea come Fidicoop abbia un moltiplicatore di 2,3 che vuol dire “avere una solidità molto forte”, spiega. Sul fronte delle sofferenze Fidicoop si attesta a 7,8 milioni a fronte di poco meno di 60 milioni di credito garantito con una diminuzione dello stock deteriorato sugli affidamenti del 9% e, in termini di garanzia, del 10%, spiega Barbieri "con una flessione dovuta in parte allo scarico di crediti deteriorati da parte delle banche che ha riguardato garanzie accessorie e in parte dall’avvenuta flessione dell’attività".

LA PANDEMIA HA INFLUITO. “Il bilancio ha risentito della pandemia che ha colpito tutto il mondo, tanto che le chiusure pubbliche volute per contrastare l’emergenza sanitaria e anche le misure adottate non hanno dato quella centralità ai consorzi fidi che abbiamo auspicato”, ha rimarcato Sanna. "In continuità con il biennio precedente le scelte degli amministratori sono state improntate ad assicurare una presenza di Fidicoop nei principali tavoli di concertazione e attuazione delle misure pubbliche a sostegno dell’economia e dello sviluppo del territorio e nel momento più critico del lockdown, la nostra struttura si è mossa per tutelare il sistema proteggendo il core business del nostro consorzio fidi. Questo è prevalentemente riferito all’agroalimentare, in particolare alle cooperative operanti nel settore lattiero caseario, che nonostante la crisi nell’ultimo biennio hanno avuto numeri in crescita perché si sono dimostrate resilienti".

PANDEMIA: I SETTORI PIÙ COLPITI. Durante la pandemia una delle azioni portate avanti da Fidicoop è stata, dunque, quella di "mettere al sicuro le imprese da possibili escalation di sofferenze ed evitare insorgere di nuove situazioni di rischio, perché nella prima parte del 2020, in Sardegna, l’epidemia ha fortemente colpito l’economia tanto che molte imprese hanno cessato di lavorare causando un rallentamento della produzione e un calo della domanda. La crisi ha colpito in particolare i settori del commercio, non agroalimentare, e quelli del turismo e trasporti”, ha detto il presidente.

I RISULTATI. In questo quadro “anche la nostra attività ha risentito della pandemia, come tutti i consorzi fidi, rallentando la produttività”. Ma nel 2020 sono arrivate anche importanti novità come la chiusura della riforma del titolo quinto del Testo unico bancario a quasi 10 anni dall’emanazione della legge. "È stato un iter lungo con l’avvio della gestione dell’elenco dei confidi minori - ricorda Sanna - ed è stato quindi necessario iscriversi a questo elenco per poter andare avanti. Oggi si restringe, però, la differenza normativa tra confidi vigilati e quelli non vigilati con i confidi minori che escono così da una zona grigia e oggi si prendono un ruolo riconosciuto attraverso un vero organismo - continua - dal nostro punto di vista, c’è stato un impatto positivo per i confidi minori che sono stati pronti a sostenere la piccola e media impresa”.

CENTRALITÀ FIDICOOP. Sempre a livello regionale, rilancia Sanna, Fidicoop "ha proseguito l’attività di collaborazione con i nostri assessorati di riferimento, Programmazione e Agricoltura, ottenendo importanti finanziamenti e permettendo, soprattutto nel settore agricolo, di confermare la centralità di Fidicoop in un comparto che va ancora più sostenuto e sviluppato nei prossimi anni”.

LE BANCHE: I CONFIDI SIANO CENTRALI. Il futuro prossimo "deve riassegnare ai confidi il ruolo che gli spetta, in particolare in Sardegna, dove sono molto rilevanti”. Il messaggio lo ha lanciato Giuseppe Cuccurese, presidente di Abi Sardegna partecipando all’assemblea di Fidicoop Sardegna. Questo perché la pandemia ha aperto alcune difficoltà anche per il mondo del credito. "I confidi in Sardegna hanno sofferto ancor più rispetto ad altri le misure messe in atto dal Governo sulla crisi della pandemia - ricorda - è evidente che di fronte a interventi particolarmente convenienti per le piccole e medie imprese, già principale punto di riferimento dei confidi, soprattutto le coperture al 100%, c’era da aspettarsi che i confidi uscissero temporaneamente dal gioco in questa fase di emergenza - aggiunge - certo, sarebbe stato sbagliato trasferire un peso di rischio eccessivo al sistema dei confidi anche se i confidi minori, in Sardegna in particolare, hanno da tempo già fatto ricorso all’assicurazione al Mediocredito centrale, ma ora deve aprirsi una fase diversa”. Perché secondo Cuccurese “i confidi sono la vera cinghia di trasmissione tra le banche, il territorio e le imprese - dice - è giunto il momento di riprendere in mano la situazione, fermi restando i contributi già attivati sull’assicurazione del Mediocredito centrale - conclude - dobbiamo prevedere misure complementari per usare i fondi al meglio e in base alle esigenze che non sono sempre le stesse, sia per le imprese che per gli attori finanziari che intervengono". (CHARTABIANCA)