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Lunedì 30 gennaio 2023 - 15:08

IMPRESE: PATTO CAMERE COMMERCIO – ASCAME, SARDEGNA STRATEGICA PER AREA EURO MEDITERRANEA NEI PROGETTI DI COOPERAZIONE

camera commercio ascame cagliari
(CHB) - Cagliari, 16 dic - La Sardegna diventa regione strategica nell’area euro-mediterranea per far dialogare il mondo delle imprese con le istituzioni e far sì che si colgano le opportunità dei nuovi programmi di cooperazione e degli strumenti finanziari a loro dedicati. Un patto stretto oggi a Cagliari tra la Camera di commercio di Cagliari-Oristano e il circuito Ascame, l’associazione degli enti camerali del Mediterraneo, cui fanno riferimento per esempio paesi come Egitto, Libano e Tunisia, i cui rappresentanti si sono confrontati in una giornata di lavoro alla Manifattura Tabacchi.
Proprio grazie ai progetti di cooperazione, con il precedente periodo di programmazione 2014/2020, la Sardegna aveva ottenuto circa 8 milioni di euro, il 4% dei 209 milioni previsti dal piano Eni Cbc Med che aveva coinvolto 13 Paesi.

GUERRE E COOPERAZIONE. “L’Europa – ha premesso Maurizio de Pascale, presidente della Camera di commercio di Cagliari e Oristano - sta conoscendo un momento storico gravissimo per il conflitto scoppiato all’interno dei suoi territori. Ecco perché oggi più che mai è importante rafforzare la cooperazione con tutti i Paesi mediterranei. Le collaborazioni sono sempre più rilevanti per il mondo produttivo, anche quello rappresentato dalle Camere di commercio, ma soprattutto per la stessa società internazionale che guarda al Mar Mediterraneo e ai Paesi del Nord Africa. In questo percorso la Sardegna può essere un attore importante per favorire la collaborazione tra nazioni e continenti. La Sardegna svolge un ruolo importante da oltre 15 anni anche rappresentato dai progetti di Ascame”.

ERRIU: CCIAA INCENTIVA DIALOGO ENTI-IMPRESE. Del ruolo della Sardegna, come area centrale del Mediterraneo nella cooperazione tra le due sponde Nord (Europa) e Sud (Nord Africa), ha parlato Cristiano Erriu, segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari e Oristano. “La Sardegna ha avuto già un ruolo di centralità per le Camere di commercio italiane grazie al suo impegno come attore principale in una serie di programmi: la nostra Isola ricopriva un ruolo di regia col compito di favorire la cooperazione internazionale, in particolare con progetti su temi fondamentali come l'agroalimentare, l’efficienza energetica, il ciclo dei rifiuti, il turismo sostenibile e hanno portato alla costituzione di reti di partenariato che vorremmo replicare”. Erriu ricorda anche come la Camera di Commercio di Cagliari e Oristano, con Ascame, nei giorni scorsi, ha posto in essere una serie di iniziative di formazione, attraverso workshop, per sviluppare le competenze dei funzionari coinvolti nella cooperazione euro-mediterranea. “Nel progetto sono stati coinvolti 30 partecipanti da 10 Paesi e sono state messe a punto 5 idee progettuali sui temi dell'attrazione digitale, della mobilità, dell’agroalimentare, dell'economia circolare e sull'edilizia sostenibile - ricorda - temi su cui sono state attivate idee progettuali attorno a cui sperimentare iniziative di cooperazione concreta”.

IL NUOVO NEXT MED. Poi la proposta: “La Camera di Commercio – ha proposto Erriu - intende proporsi come attore centrale nel trainare le associazioni di categoria, le università, gli enti locali e la stessa Regione, per favorire un dialogo pervasivo e diffuso in tutte le nostre comunità istituzionali, amministrative e imprenditoriali su questi temi - conclude - per prepararci in modo adeguato alla prossima tornata di bandi Next Med che metteranno in campo ingenti risorse".
Proprio a Cagliari, in occasione del convegno odierno, è stato presentato il nuovo programma Interreg Next Med 2021/2027, il più grande piano finanziato dall'Ue per la cooperazione transnazionale tra le due sponde del Mediterraneo, europea e nordafricana, che mette in campo 250 milioni di euro. Il programma, arrivato alla terza edizione, è gestito per la Sardegna dalla Regione, per conto della Commissione Europea e dai Paesi partecipanti. Il programma sostiene una cooperazione sostenibile oltre che una governance multilivello. Sono 15 i Paesi partecipanti, con oltre 90 territori ammissibili tra Algeria, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Giordania, Libano, Malta, Palestina, Portogallo, Spagna, Tunisia, Turchia. Il programma punta a rendere il Mediterraneo più competitivo attraverso una transizione più verde e a basse emissioni di carbonio verso un'economia a zero emissioni di carbonio e un Mediterraneo resiliente.
Next Med segue l’Eni Cbc Med della precedente programmazione 2014/2020 che per la Sardegna ha portato circa 8 milioni di euro per il 4% dei 209 milioni di euro previsti dal piano che aveva coinvolto 13 Paesi.

I CASI DI EGITTO, LIBANO E TUNISIA. All’incontro di Cagliari sono intervenuti i partner della sponda Sud del Mediterraneo. In particolare, è emerso il ruolo della cooperazione come trait d’union per una crescita comune dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Al centro anche le tante opportunità in campo grazie al lavoro delle Camere di commercio, impegnate per sviluppare progetti comuni di crescita e cooperazione per favorire l'incontro tra le imprese dei vari Paesi.

CCIAA EGITTO. Nel suo intervento Alaa Ezz, segretario generale della Federazione delle Camere di commercio egiziane, ha rimarcato come uno dei problemi principali affrontati dalle Camere di commercio a supporto delle imprese è stato aiutarle nel reperimento dei fondi per le loro attività. “Per il mondo delle imprese - sottolinea - il vero punto non è la mancanza dei fondi ma come poterli ottenere. Le Camere di commercio hanno collaborato insieme proprio per permettere alle imprese di arrivare a ottenere questi fondi e utilizzarli in progetti concreti”.

LA CRISI DEL LIBANO. Per il Libano è intervenuto Rabih Sabra, direttore generale della Camera di commercio di Beirut. Il Paese, sottolinea nel suo intervento, ha subito una crisi economica e finanziaria pesantissima che ha portato al calo del Pil da 55 miliardi (nel 2018) a meno di 20 miliardi (nel 2021) con il debito pubblico sul Pil a oltre il 150% e povertà e disoccupazione schizzate oltre il 50% e il 30%. Ma ci sono anche grandi opportunità in particolare grazie al boom dell'energia solare con "350 milioni di dollari di investimenti del settore privato nel 2021 e 2022 e opportunità di gestione e riciclaggio dei rifiuti con la transizione verso un'economia circolare”, ricorda ancora Sabra. Da qui anche le esperienze della Camera libanese su vari progetti in particolare con il Programma di sviluppo agricolo (2003) per un budget totale 20 milioni di euro, per settori come gestione dei rifiuti, agroalimentare, trasporto marittimo, competenze giovanili ed energia solare.

TUNISIA. Altro Paese impegnato nella cooperazione internazionale dell’area mediterranea è la Tunisia con la Camera di commercio Cap Bon. Tra i progetti attivi, illustrati da Moez Hassen, direttore generale dell’ente camerale, quelli di sostegno alle imprese per il trasferimento delle competenze tecnologiche e per la ricerca di nuovi mercati, ma anche di promozione di un supporto al business per le organizzazioni e sui settori del turismo e dell'inclusione con lo sviluppo di scambi tra culture. Obiettivo: creare lo sviluppo delle economie locali e contribuire all’economia sostenibile e allo sviluppo delle regioni mediterranee. In campo anche progetti di sostegno delle donne imprenditrici operanti in tutti i settori economici del Paese.

IL PREMIO. Durante la mattinata il presidente della Camera di Commercio, De Pascale, ha consegnato un riconoscimento a Romano Mambrini, ex presidente dell’ente cagliaritano e di Ascame, e a El Waki attuale presidente Ascame, intervenuto per un saluto in videomessaggio. (CHARTABIANCA) red