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SORU TRA POLITICA E AZIENDA: "TREMONTI? UN MINISTRO SERIO" 

Roma, 9 feb 2010 (CHB) - In un'intervista a Il Foglio, Renato Soru parla del passato (da presidente della Regione), del presente (il ritorno alla guida di Tiscali) e del futuro (il Pd di Bersani) senza risparmiare stoccate nè inattesi riconoscimenti per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: "Ha gestito una situazione più grave rispetto a quella di altri Paesi e ha certamente saputo mantenere la rotta del vincolo di bilancio anche resistendo alle pulsioni propagandistiche di alcuni suoi colleghi".

 

IL FOGLIO

Sono passati dodici mesi dalla fine di un piccolo ma significativo esperimento del Partito democratico: era il 16 febbraio di un anno fa quando le spietate elezioni regionali della Sardegna sancirono l'inaspettata sconfitta del primo uomo di sinistra capace di mettere a disposizione del suo partito le proprie esperienze imprenditoriali, e da quel giorno in poi Renato Soru ex governatore della Sardegna, attuale editore dell'Unità e oggi amministratore delegato di Tiscali ha scelto di mettere un po' da parte le proprie ambizioni politiche ma non ha smesso di osservare con attenzione le complicate vicende legate al Partito democratico. Sì, sono tornato in Tiscali in un momento delicato: l'azienda si trovava nel bel mezzo di una tempesta finanziaria in cui mi sono ritrovato ad affrontare un percorso avviato che aveva per esempio portato alla vendita delle nostre attività inglesi a condizioni sfavorevoli. Negli ultimi tempi per Tiscali è riuscita a concludere un importante piano di ristrutturazione finanziaria che ha comprenso anche un complesso aumento di capitale da 180 milioni di euro. L'aumento e non era scontato è stato sottoscritto anche da investitori molto qualificati e oggi la nostra idea è quella di dare vita a una Tiscali pi piccola concentrata sulla solida attività italiana, che ha come obiettivo futuro quello di rafforzarsi ulteriormente. In tre modi: utilizzando al meglio la propria capacità produttiva, aumentando il pi possibile vendite e profitti e lavorando per portare nel minor tempo possibile il nostro debito a circa 110 milioni di euro.

Nei mesi successivi alla conclusione del mandato da governatore della Sardegna, Soru o Surei come in molti lo chiamano a Cagliari è stato a lungo invitato da diversi autorevoli dirigenti del Partito democratico a fare un passetto in avanti e tentare di imporsi anche a livello naziona le, e non deve dunque sorprendere se chi conosce bene Soru sostiene che il numero uno di Tiscali non considera gli anni passati alla regione come l'ultima tappa della propria esperienza politica. C'è stato un periodo della mia vita in cui ho scelto di dedicare anima e corpo alla vita di partito e al governo della regione, in cui ho avuto l'onore di rappresentare la Sardegna e in cui ho tentato di portare avanti un progetto collettivo di affrancamento e sviluppo della nostra isola. Oggi per il mio compito è un altro; oggi lavoro con altrettanta passione per Tiscali e diciamo che faccio politica in modo diverso: dandomi da fare con l'impresa, continuando a fare politica nei dibattiti durante il fine settimana e provando a immaginare come promuovere un futuro diverso per la Sardegna.

Soru, poi, ammette che nel corso degli anni la sua figura è stata in un certo senso importante anche per convincere la sinistra non soltanto che la presenza di un imprenditore alla guida di un partito non fosse un tab ma che in alcuni casi avere un capitano di industria ai vertici di un partito pu portare persino dei benefici. Credo che un imprenditore possa essere utile per un partito soprattutto per la capacità che ha di governare i processi complessi e per quel particolare atteggiamento mentale che lo porta a ragionare non tanto sulla vaghezza delle promesse quanto sulla concreta realizzazione dei progetti. Tuttavia e questo lo si nota in modo particolare nei periodi di crisi economica va detto che l'attività dell'impresa è difficile ma che il governo della cosa pubblica è cosa spesso ancora pi difficile: mentre nell'azienda la responsabilità di chi governa è sempre chiara, nella politica spesso non è affatto così . Giusto a proposito di crisi economica, Soru confessa di aver apprezzato il modo in cui l'attuale ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha gestito alcune fasi della recente politica economica del paese. E' vero: quando ero presidente della Sardegna non ho avuto un rapporto facile con lui. Penso che Tremonti abbia molti pregiudizi e una pericolosa rassegnazione rispetto alle questioni meridionali che lo hanno spesso spinto a fare scelte sbagliate. Bisogna riconoscere per che come ministro dell'Economia si è ritrovato a fronteggiare una situazione molto complicata, profondamente legata a un debito pubblico che come tutti sappiamo ha ripreso a crescere velocemente. Dal mio punto di vista, una seria politica di bilancio non dovrebbe comprendere decisioni velleitarie come lo sono state ad esempio il taglio dell'Ici anche per i redditi più elevati (proprio nel momento in cui erano invece necessarie nuove risorse per fronteggiare gli effetti della crisi economica sui lavoratori e sulle famiglie) e il non aver dedicato le necessarie attenzioni al sostegno economico che merita il settore scolastico. Ma nonostante ci devo dire che Tremonti si è obiettivamente ritrovato nelle condizioni di dover gestire una situazione più grave rispetto a quella di altri paesi e ha certamente saputo mantenere la rotta del vincolo di bilancio anche resistendo alle pulsioni propagandistiche di alcuni suoi colleghi.

Per quanto riguarda la crisi economica, Soru sostiene che il periodo di difficoltà dei mercati è stato ed è ancora piuttosto drammatico. La crisi è stata forte e ha messo a rischio interi settori industriali che progressivamente vediamo chiudere uno dopo l'altro. A mio avviso la politica non è stata in grado di contrastare con successo quanto accaduto finora e basta guardare quel che succede in questi giorni nelle piazze italiane per capire come la perdita di moltissimi posti di lavoro stia incidendo pesantemente sui lavoratori e sulle le loro famiglie; e per comprendere che non è esatto dire che il sistema Italia abbia retto meglio di molti altri paesi. Ma a parte questo, qualcosa di buono si inizia a vedere. A me sembra per esempio che oggi il governo si stia impegnando al massimo, e a tutti i livelli, per fronteggiare il disimpegno di una grande multinazionale che produce alluminio in Italia; di meno buono, si capisce, c'è il fatto che lo stia facendo soltanto adesso, con colpevole ritardo.

In questi ultimi mesi, Renato Soru non ha per mai smesso di osservare le complicate e spesso pasticciate trasformazioni politiche del Partito democratico di Pier Luigi Bersani. Soru è stato uno tra i pi entusiasti sostenitori di quel modello di Pd declinato dall'ex segretario Walter Veltroni ai tempi del Lingotto di Torino, e oggi che l'amministratore delegato di Tiscali si ritrova a scrutare il partito da una posizione più defilata, ecco, diciamo che ha una certa difficoltà a nascondere i problemi del Pd e dell'attuale segretario. E' vero, c'è qualcosa che continua a non funzionare. Il Partito democratico ha l'obiettivo ambizioso di mettere insieme due culture e due gruppi dirigenti, a volte con personalismi eccessivamente tenaci. Non è semplice. Credo che il progetto iniziale avviato da Veltroni, e che tanti entusiasmi e speranze aveva saputo risvegliare, avesse possibilità di successo, ma è stato abbandonato troppo in fretta. Oggi il Pd ha un altro segretario e merita che gli si lasci il tempo di lavorare. Certamente quello che si è visto in avvio delle campagne regionali non è molto incoraggiante. Ritengo che il Pd sia nato per segnare una trasformazione della politica, pensando al bipolarismo e alla chiarezza della democrazia dell'alternanza tra schieramenti o partiti alternativi. Oggi, tristemente, si torna a ragionare sulla politica del doppio forno che, per chi lo avesse dimenticato, è quella politica in cui è stata bruciata gran parte della nostra ricchezza nazionale e in cui si è accumulato quel debito che ancora oggi ci portiamo dietro con tanta fatica. Claudio Cerasa