- "Nel dibattito politico sardo esistono questioni che riaffiorano periodicamente senza mai trasformarsi in una vera riflessione collettiva sul futuro dell’isola. Tra queste vi è certamente quella dell’attuazione dell’articolo 13 dello Statuto speciale della Sardegna, la norma costituzionale che prevedeva un “piano organico per favorire la rinascita economica e sociale della Sardegna”. Lo sostiene Copagri Sardegna attraverso il presidente Giuseppe Patteri e il direttore Mario Putzolu, che riportano al centro del confronto pubblico "la necessità di riaprire una discussione sul possibile rifinanziamento del Piano di Rinascita in una forma profondamente diversa rispetto a quella storica del Novecento ma coerente con le nuove fragilità economiche e territoriali della Sardegna contemporanea".
"Non proponiamo il ritorno ai modelli industriali degli anni Sessanta — spiegano Patteri e Putzolu — ma riteniamo che la Sardegna abbia oggi bisogno di recuperare una capacità pubblica di programmazione territoriale che negli ultimi decenni si è progressivamente indebolita". Secondo i vertici di Copagri Sardegna il problema non riguarda soltanto la quantità delle risorse disponibili. "Negli ultimi anni la Sardegna ha avuto accesso a consistenti finanziamenti europei, nazionali e regionali senza però riuscire a costruire una strategia stabile e coerente di sviluppo territoriale. È mancata soprattutto una capacità di coordinamento tra strumenti differenti di programmazione, tra fondi europei, interventi statali, programmazione regionale e politiche infrastrutturali". Per l’organizzazione agricola il punto centrale è proprio questo: "Le risorse comunitarie operano attraverso programmi settoriali, assi prioritari e obiettivi specifici spesso scollegati tra loro. Ciò che oggi appare assente è invece una cornice politica generale capace di orientare la programmazione verso un disegno organico di sviluppo dell’isola".
ART. 13 STATUTO. Da qui nasce la proposta di riaprire il confronto sull’articolo 13 dello Statuto non come semplice strumento finanziario ma come possibile quadro strategico di coordinamento della programmazione territoriale sarda.
Il tema è tornato formalmente anche in Parlamento attraverso il disegno di legge n. 1331 presentato nel luglio del 2023, che richiama esplicitamente l’attuazione dell’articolo 13 dello Statuto speciale e la predisposizione di un nuovo Piano organico per la Rinascita economica e sociale della Sardegna. La proposta evidenziava la permanenza di squilibri territoriali, ritardi infrastrutturali, difficoltà legate all’insularità e limiti strutturali dello sviluppo regionale, sostenendo la necessità di un nuovo programma straordinario di interventi coordinati per infrastrutture, trasporti, energia, continuità territoriale e sviluppo economico.
"Tra i primi firmatari della proposta compare anche Alessandra Todde, oggi presidente della Regione Sardegna. Eppure, osserva Copagri Sardegna, attorno a questo tema permane un sostanziale silenzio politico e istituzionale. La proposta di legge esiste formalmente, ma non ha prodotto sino ad oggi un reale dibattito pubblico regionale né un concreto avanzamento parlamentare. Colpisce che una proposta che richiama direttamente l’attuazione dell’articolo 13 dello Statuto e che riguarda il futuro strategico della Sardegna sia rimasta quasi assente dal confronto politico isolano", osservano Patteri e Putzolu.
AUTONOMIA E CAPACITA' AMMINISTRATIVA. Per Copagri Sardegna il tema della Rinascita "non può essere separato nemmeno dalla discussione sulla qualità dell’autonomia regionale e sulla capacità amministrativa delle istituzioni sarde. Negli ultimi decenni la Sardegna ha infatti attraversato una lunga stagione di frammentazione delle competenze, instabilità degli enti territoriali e progressivo indebolimento della programmazione di lungo periodo. Anche il ridimensionamento del ruolo delle Province e la continua ridefinizione degli assetti istituzionali hanno contribuito, secondo l’organizzazione agricola, a rendere più fragile il governo del territorio e più difficile la costruzione di strategie integrate. In questa prospettiva il dibattito sul possibile rifinanziamento dell’articolo 13 tende inevitabilmente a intrecciarsi anche con la discussione sulla riforma dello Statuto speciale e sulla necessità di rafforzare la capacità programmatoria dell’autonomia sarda.
Un altro nodo centrale riguarda poi la vertenza entrate tra Stato e Regione Sardegna. Non è possibile discutere seriamente di una nuova politica di sviluppo territoriale senza affrontare anche il tema della disponibilità effettiva delle risorse spettanti all’isola e della stabilità finanziaria della programmazione regionale.
"La Sardegna — sostengono Patteri e Putzolu — non può limitarsi a rincorrere singoli bandi o singole misure settoriali. Serve una visione territoriale di lungo periodo che colleghi infrastrutture, energia, continuità territoriale, sviluppo produttivo, agricoltura e capacità amministrativa e soprattutto garantire il ricambio generazionale anche in funzione di contrasto allo spopolamento delle aree interne".
Per questo Copagri ritiene che il tema della Rinascita "non appartenga soltanto alla memoria storica dell’autonomia regionale ma possa rappresentare ancora oggi uno dei grandi nodi politici, istituzionali ed economici del futuro della Sardegna".