(CHB) - Cagliari, 10 set 2026 - Più credito alle aziende del territorio grazie alla finanza complementare. La Sfirs e Anfir, l’associazione delle Finanziarie regionali, rilanciano da Cagliari gli strumenti economici innovativi per supportare le imprese locali con l’obiettivo di dotare queste società di uno status giuridico riconosciuto, razionalizzando i vari interventi attuati nelle Regioni senza snaturarne le peculiarità locali.
Sfirs e Anfir, che raggruppa 18 Finanziarie delle varie Regioni italiane, si sono riunite oggi a Cagliari, a Sa Manifattura, per l’incontro annuale e per fare il punto su un comparto che vale 9 miliardi di euro (con un effetto leva fino a 22 miliardi) e che finanzia circa 14mila imprese. Un evento di rilevanza nazionale che ha visto tra gli altri la partecipazione, oltre che dei rappresentanti della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari, del Centro regionale di Programmazione, della Cassa Depositi e Prestiti, del ministero del Made in Italy, delle Università e della Human Foundation.
LE FINANZIARIE. Le Finanziarie regionali sono le società con cui le Regioni prestano denaro alle imprese, garantiscono i loro mutui in banca, entrano nel capitale di una startup. Operano attraverso forme giuridiche e assetti di vigilanza differenti: alcune sono intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia, altre società pubbliche, mentre Sfirs integra entrambe le caratteristiche.
IL NUOVO CORSO DI SFIRS. A 60 anni dalla sua istituzione, Sfirs rilancia il suo ruolo di regista nel puntare sulla finanza complementare come leva di sviluppo delle imprese sarde. Il presidente Riccardo Barbieri ha ripercorso il lavoro fatto, a poco più di un anno di inizio del suo mandato, tracciando la rotta per i prossimi anni. “Nel 1966 - ha ricordato Barbieri - è nata Sfirs con l’obiettivo di entrare finanziariamente, con la partecipazione pubblica, nelle fabbriche; poi nel 2009 è diventata società in house della Regione e dal 2025, con il nuovo corso che il mio Cda ha intrapreso, il fine è diventare un’agenzia di sviluppo che faccia da regista fra soggetti pubblici e privati, affiancando le banche con un set di strumenti che diano risposte più mirate alle nostre imprese. Pensiamo sia necessario dare vita a un vero e proprio ecosistema finanziario che faccia rete fra il pubblico, le associazioni delle imprese, i fondi di investimento, le banche e le Università”.
I DATI SFIRS. Sfirs gestisce oggi circa 500 milioni di euro di fondi regionali: rapportati agli abitanti della Sardegna, sono circa il doppio della media nazionale delle altre Finanziarie. Il capitale sociale di Sfirs è di 125 milioni di euro, con una passività ridotta. “La finanza complementare e pubblica – ha ribadito Barbieri – è una priorità del nostro nuovo piano industriale e l’incontro di oggi è anche un momento di riflessione sul fatto che è sempre più importante standardizzare gli strumenti del credito delle varie finanziarie, facendo ordine, migliorandone la gestione e razionalizzando i costi. In questo senso, l’apporto di Anfir è decisivo per uniformare il settore, tutelando allo stesso tempo le peculiarità dei territori e delle loro Finanziarie”, ha concluso il presidente Sfirs.
Gli altri dati sulla Sfirs li ha forniti il direttore generale Massimo Concas: “Abbiamo 30 milioni da destinare alle imprese sarde nei prossimi giorni, ci stiamo lavorando da tempo e ci facciamo molto affidamento. Stiamo rimodulando alcune risorse per dirottarle là dove c’è maggiore necessità, naturalmente in sinergia con i vari assessorati della Regione. Sfirs ha maturato negli anni una considerevole attenzione nei confronti delle imprese, grandi e piccole. Garantiamo una particolare attenzione anche all’aumento del capitale sociale, e questa è una inversione di tendenza rispetto al passato. Ci viene richiesto sempre di più di trasformare il debito in capitale che dura. Un’altra operazione importante vedrà nel breve periodo la Sfirs acquistare le scorte di magazzino in ambito agricolo».
Concas ha ricordato poi che «oggi la Sfirs gestisce 588 pratiche di finanziamento: lavoriamo per dare risposte nei tempi più brevi possibile. Per questo motivo, entro l’anno, potenzieremo il nostro personale. È strategica l’azione trilaterale che vede impegnati la Sfirs, il Centro regionale di programmazione e il mondo delle imprese. Le risorse che ci arrivano dalla Regione consentono di anticipare sino al 50% dei finanziamenti e supportare le imprese nei loro investimenti, e questo processo richiede risposte in tempi più rapidi rispetto al passato: parliamo di finanziamenti che oscillano spesso tra i 100mila e i 500mila euro. È una delle grandi sfide che ci attendono da qui alla fine del 2026». Da sottolineare che il fondo Fintech è passato recentemente da 55 a 131 milioni di euro.
IL RUOLO DI ANFIR. Michele Vietti, presidente di Anfir e FinPiemonte, ha ricordato il ruolo dell’associazione, che raggruppa 18 Finanziarie regionali, e ha tracciato la strada per i prossimi anni anche in vista della nuova programmazione comunitaria 2028/20234. “Finanza ed economia reale viaggiano insieme – ha premesso il numero uno di Anfir - e la nostra associazione vuole mettere insieme le best practice regionali, che hanno come punto di forza la conoscenza delle imprese, del tessuto locale e dei distretti produttivi”.
"La Sardegna, per la sua posizione nel Mediterraneo e le sfide dell'insularità, si mostra bene perché la dimensione territoriale sia il punto di partenza per affrontare le grandi transizioni europee", ha aggiunto Vietti. "Le Finanziarie regionali operano dove il mercato non arriva, mettendo in dialogo pubblico e privato: ora serve una riforma che dia loro un'identità giuridica comune, precisa e dedicata, valorizzandone il ruolo nel nuovo ciclo di programmazione europea 2028-34".
Il riferimento del presidente Anfir è alla proposta che l’associazione porta avanti da un anno: una riforma che riconosca alle Finanziarie regionali un'identità giuridica propria. Nel novembre 2025 Anfir ha presentato formalmente la proposta al Parlamento, nell'ambito del parere sulla riforma del Testo Unico della Finanza; le commissioni Giustizia e Finanze di Camera e Senato hanno accolto l'indicazione. Il percorso di riforma offre ora l'occasione di tradurre tale orientamento in una disciplina organica, attraverso il confronto con Governo e Parlamento. (CHARTABIANCA) red