Roma, 11 feb 2010 (CHB) - Il turismo nel 2010 parte male. Rispetto al 2009, gennaio registra una calo del 2,1% sulle presenze alberghiere e del 3% sul fronte dei lavoratori occupati. Lo rileva uno studio di Federalberghi-Confturismo. "Dopo un Natale e Capodanno che avevano fatto registrare un buon andamento di arrivi e presenze, lasciando presagire una ripresa, dobbiamo invece registrare come l'onda lunga della crisi non accenni a diminuire". E' il commento del presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, ai dati sul monitoraggio mensile effettuato dalla Federazione (l'inchiesta è stata svolta dal 1° al 5 febbraio, intervistando con metodologia internet 964 imprese ricettive, distribuite a campione sull'intero territorio nazionale).
"Leggere che le presenze alberghiere sono calate del 2,1% a gennaio (rispetto al gennaio 2009) - prosegue Bocca - significa che tutte le tipologie turistiche attualmente "in funzione" come località montane, località termali, città d'arte e città d'affari, hanno sofferto cali di arrivi e pernottamenti, a fronte di tariffe alberghiere che continuano ad essere ferme se non in calo generalizzato. "Il 2009 infatti - sottolinea il presidente degli albergatori italiani - ha chiuso, secondo i dati ufficiali dell'Istat, con le tariffe alberghiere calate del 2,2% rispetto al costo della vita complessivo che ha fatto segnare un +0,8%.
Secondo il sondaggio il dato ancora più allarmante è quello relativo ai lavoratori che scendono del 3% a gennaio, con un picco del 4% per i lavoratori a tempo indeterminato ed un +0,1% per i lavoratori a tempo determinato. "Occorre una strategia condivisa - conclude Bocca - tra Governo, Imprese, Regioni e Sindacati, senza la quale il settore rischia tanto, rischia troppo e rischia, soprattutto, di andare in caduta libera. Un pericolo che dobbiamo scongiurare al più presto, inserendo anche il turismo tra le attività economiche bisognose di quegli incentivi annunciati dal Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola". (chartabianca 11:16)